Rodrigo Bentancur si è preso la Juventus

di Alex Campanelli |

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Ci eravamo lasciati a marzo con una gara che a suo modo sembrava uno spartiacque: dopo una serie di partite poco convincenti, Maurizio Sarri contro l’Inter ha cambiato la mediana della Juve, con Ramsey e Matuidi mezzali ma soprattutto Rodrigo Bentancur al centro, a sorpresa al posto di un Pjanic dal rendimento in caduta libera.

La partita ha dato ragione a Sarri, tanto che s’iniziava già a disegnare una Juventus con l’uruguagio in mezzo e senza Pjanic, ben prima che la trattativa col Barcellona per Arthur divenisse credibile, ma dopo la sosta forzata il tecnico è dovuto tornare sui suoi passi. Complici le non perfette condizioni di Ramsey, già in Coppa Italia l’allenatore si è trovato a dover riproporre Pjanic in cabina di regia, rallentando di fatto il cambiamento che sembrava voler intraprendere da Juve – Inter in poi.

Soltanto una cosa non è cambiata: il rendimento mostruoso di Rodrigo Bentancur. Mediano o mezzala, in possesso o in non possesso, il centrocampista classe ’97 ha offerto prestazioni sempre di altissimo livello, ma soprattutto è diventato il leader tecnico ed emotivo del centrocampo della Juventus, spodestando di fatto Miralem Pjanic pur senza sostituirlo nell’11 titolare.

Per capire quanto Bentancur si identifichi ormai nel gioco di questa squadra, e di come Maurizio Sarri lo abbia responsabilizzato consegnandogli le chiavi del reparto, basta leggere le sue dichiarazioni nel postpartita di Genoa – Juve, uno degli elogi più sentiti al lavoro di Sarri da inizio stagione:

Oggi abbiamo messo in campo quanto provato in settimana col mister. Mi sento meglio di partita in partita (…) Dobbiamo ancora migliorare ma manca tanto per arrivare alla fine.

La gara spartiacque può essere considerata la prima di Serie A post covid, Bologna – Juventus, la quale ha fatto registrare una statistica a suo modo storica: con 58 palloni giocati, Bentancur è stato il centrocampista della Juve più coinvolto nella manovra, ben oltre i 34 palloni di Pjanic, pur avendo il bosniaco disputato 19′ in meno dell’uruguaiano.

Anche contro Lecce e Genoa, pur senza sopravanzare nuovamente Mire, Bentancur è stato cercato continuamente dai compagni, confermando il trend positivo che lo vuole sempre più al centro della Juve. Nella sua prima stagione, Benta effettuava appena 26,4 passaggi a partita (dati Whoscored), nella seconda, la scorsa, è arrivato a 39, in questa la sua media si attesta sui 51,4 passaggi a gara, col picco stagionale degli 81 passaggi di Genoa – Juve.

bentancur

Il maggior coinvolgimento di Bentancur nel gioco della Juve è andato di pari passo con l’aumento della qualità delle sue giocate ma anche della personalità messa in campo dal centrocampista, che emerge dalla tendenza di prendersi dei rischi e tentare il dribbling e dalla capacità di prendersi falli.

Sarri sta inoltre facendo di Bentancur l’innesco per eccellenza del suo pressing alto, l’uomo in grado di dettare i tempi della pressione e con la licenza di aggredire quando percepisce che l’avversario può andare in difficoltà (vedi l’episodio che contro il Lecce ha portato al rosso a Lucioni); un compito che a logica dovrebbe essere affidato a un giocatore navigato, e che invece l’allenatore della Juve ha scelto di affidare all’uruguagio, una scelta rivelatasi finora vincente.

Jacopo Azzolini evidenzia come, già nella semifinale di ritorno col Milan, fosse Bentancur l’incaricato principale di alzare la squadra in pressione, fin sulla linea degli attaccanti.

Di qui in avanti è probabile che rivedremo Bentancur saltuariamente da regista, anche per preparare l’arrivo di Arthur, ma ciò che più conta è che ad oggi il numero 30 è insieme il cuore ed il polmone della Juventus, l’uomo che sa a che ritmo deve andare il calcio di Sarri e ha le capacità intellettive e atletiche per adattarlo ai singoli momenti della gara. A 23 anni appena compiuti, Rodrigo Bentancur è diventato un imprescindibile.


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