Il mondo scopre Bentancur, il nuovo leader dell’Uruguay

di Alex Campanelli |

bentancur

L’Uruguay dell’eroico Oscar Washington Tabarez, un uomo del quale si parla sempre troppo poco, non è mai stata una squadra spettacolare. Sotto la guida del Maestro, ormai al 12esimo anno consecutivo con la Celeste, la nazionale uruguagia ha conquistato una Copa America e un quarto posto a Sudafrica 2010, senza mai incantare né volerlo fare, basando tutto su un’organizzazione tattica semplice quanto efficace, sulla proverbiale (ma tangibile) garra charrua e su singoli che vanno dal buono all’ottimo livello (da Forlàn a Suarez passando per Godìn e Cavani). In questo contesto, in una squadra costruita in questo modo, non sarebbe semplice per nessun calciatore prendere il controllo del centrocampo ed ergersi a metronomo della squadra; c’è riuscito il nostro Rodrigo Bentancur, 21 anni appena compiuti, che dalla fredda Russia sta mostrando al mondo che razza di giocatore possiamo vantarci di avere in rosa.

Il battesimo del fuoco del Lolo in Russia, contro l’Egitto, ha fatto registrare un paio di statistiche niente male: Bentancur è risultato il miglior giocatore della storia dell’Uruguay ai Mondiali, dato registrato a partire dal 1966, sia per quanto riguarda i palloni giocati (104) sia per passaggi completati (81, il 93% del totale). La heatmap e la passmap appena sopra dipingono bene l’incredibile volume di gioco generato dal classe ’97, che ha preso in mano la mediana e oscurato il ben più esperto compagno di reparto Vecino, andando oltre il ruolo di interno di sinistra ritagliatogli da Tabarez nel suo 4-4-2 e ritrovandosi a tamponare un po’ ovunque per aiutare una squadra non sempre a suo agio col pallone tra i piedi. Peschiamo dal mazzo questa giocata, manifesto della sua gara: anticipo secco, progressione con la suola, verticalizzazione per portar palla sulla trequarti.

L’ottima prestazione fornita all’esordio ha seguito nella gara con l’Arabia Saudita: Bentancur è stato ancora il giocatore in campo con più palloni giocati e passaggi effettuati, e di fronte all’atteggiamento più propositivo degli arabi rispetto agli egiziani il ragazzo ha affilato la sciabola dei tackle piuttosto che puntare sul fioretto degli intercetti, risultando il migliore della Celeste per tackle effettuati, pur se con un’eccessiva foga la quale gli è costata ben 3 dribbling subiti. Qui il suo intervento pulitissimo su un avversario in netto vantaggio è da vedere e rivedere:

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A qualificazione già certa e col primo posto in ballo, Tabarez ha deciso di mischiare le carte in tavola e, inserendo Torreira dal 1′, passare dal 4-4-2 in linea a un 4-3-1-2 a rombo nel quale Bentancur è stato sorprendentemente utilizzato da vertice alto. Pur non avendo le caratteristiche del trequartista, Bentancur ha occupato lo spazio alle spalle di Cavani e Suarez non solo sulla carta, andando a pressare addirittura più alto del giocatore del Psg ogniqualvolta i padroni di casa tentavano di imbastire una manovra dalle retrovie. Il preziosissimo lavoro di trequartista-guastatore, ora a destra ora sinistra, svolto dal Lolo ha permesso alla Celeste di recuperare spesso palla nella metà campo avversaria, ma anche in fase d’inserimento il centrocampista juventino è stato prezioso, pur non possedendo caratteristiche da finalizzatore dell’azione. Due gli highlights della sua gara: l’ottima incursione con la quale conquista la punizione (vedi sotto) che Suarez trasformerà nell’1-0 e l’occasione sciupata di fronte a un redivivo Akinfeev, a riprova della scarsa abitudine ad occupare certe zone di campo.

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Le tre partite del Mondiale, nel complesso, ci hanno messo davanti un Bentancur con le caratteristiche che già conoscevamo, ma con un approccio e un piglio che per forza di cose non ha potuto mettere in mostra nella Juve, non essendogli peraltro richiesti da Allegri. La campagna di Russia con la nazionale di Tabarez restituirà alla Juventus un centrocampista ancora più sicuro dei suoi mezzi, starà all’allenatore decidere di fornirgli le chiavi del centrocampo ed affidarsi a lui come un membro importante della rosa e non solo un giovane da sgrezzare e buttar dentro nei match meno importanti. Rodrigo Bentancur è un giocatore vero; se non vogliamo accorgercene oggi, lo faremo quando mezza Europa verrà a bussare in Corso Galileo Ferraris per portarcelo via.