Rodrigo Bentancur: prima la triennale, poi la specializzazione

di Michael Crisci |

Sono poco più di due anni che all’osservatore juventino, Rodrigo Bentancur appare ancora come un mistero; non tanto perchè non sia un calciatore prospettico, che possiede ottime qualità. La questione è sull’incidenza e lo spessore di tali qualità. In poche parole, Bentancur non ha ancora mostrato una chiara identità di se stesso, non ha fatto capire ancora quali suoi pregi possano essere elevati all’eccellenza, e entro quali recinti si conservino i suoi limiti.

Il 30 uruguagio ha solo 22 anni, ma ha incamerato negli anni un’esperienza tale, tra Boca Juniors e Juventus, che già oggi gli si potrebbe chiedere un definitivo salto di qualità. Il primo anno è stato sfortunato, in quanto le sue ottime prestazioni, in quelle poche possibilità di esibirsi concessegli, sono state oscurate dai risultati negativi, vedi Barcellona-Juventus 3-0 o Juventus Real Madrid 0-3.

Nella scorsa stagione, Allegri ha cercato di dargli più spazio e più fiducia, soprattutto nei primi mesi stagionali. Rimarchevoli la prestazione ad Old Trafford contro lo United e le prime reti bianconere in carriera, contro Udinese e Fiorentina. Poi un calo importante, l’espulsione di Bergamo, e un progressivo allontanamento dal posto da titolare.

Passando poi all’attualità, Sarri ha subito dimostrato di avere un debole per lui, nominandolo con frequenza nelle prime conferenze stampa, anche senza essere incalzato sull’argomento dagli stessi giornalisti.

Il vero dilemma sul centrocampista classe 97 è sicuramente sul ruolo: in Argentina, e con l’Uruguay, si diletta da sempre come volante, ed era in quel ruolo che aveva impressionato Paratici, ai tempi dell’operazione che riportò alla Bombonera Carlos Tevez. Con la celeste il suo rendimento è sempre lineare; risulta sempre essere uno dei migliori, forse anche per le caratteristiche arcigne e muscolari della nazionale allenata da Tabarez.

Prova ne è che uno dei suoi maggiori difetti resta tutt’oggi l’irruenza e la propensione al cartellino giallo.

Ora Sarri, che lo aveva battezzato esclusivamente come vice Pjanic (o aveva visto in lui l’unico eventuale sostituto del bosniaco in quel ruolo), adesso lo sta facendo ruotare, utilizzandolo come jolly: mezzala, centrale, mediano o addirittura trequartista, dall’inizio o a partita in corso. Con risultati altalenanti, tra prestazioni mediocri (ad esempio Juve-Verona) e giocate decisive (è entrato nei gol sarriani di Higuain e Dybala contro Inter e Milan).

La sensazione è che Sarri stia cercando, un po’ alla volta, di trasformarlo in titolare, utilizzandolo per ogni evenienza. Al terzo anno, è arrivato il momento di una laurea triennale per Lolo, in attesa della specializzazione in un ruolo, aspetto a cui Sarri tiene sempre particolarmente. Sarà poi da quel momento che si potrà giudicare seriamente la parabola della carriera di Rodrigo Bentancur; se diventerà un crack, un ottimo giocatore o se si perderà nel corso degli anni.

L’idea è che, quindi, Bentancur possa presto prendersi definitivamente il posto da titolare di una delle due mezzali (più Khedira che Matuidi), e nel caso, sarebbe importante anche per l’età media della squadra, che ha bisogno nei prossimi anni di un notevole livellamento verso il basso.


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