Pillole di Bentancur tra Frosinone e Bologna

di Alex Campanelli |

rodrigo bentancur

I due impegni ravvicinati con Frosinone e Bologna, sulla carta non esattamente i più complicati della stagione, hanno permesso ad Allegri di ruotare diversi uomini in vista della delicata sfida con il Napoli e ci hanno permesso, tra gli altri, di visionare Rodrigo Bentancur da titolare per due gare di seguito. Prima della trasferta allo Stirpe di Frosinone, il giovane uruguagio aveva disputato appena 24′, subentrando solamente contro Lazio e Sassuolo, senza andare nemmeno in panchina al Mestalla in Champions League; ora le buone prove offerte, soprattutto quella coi felsinei (Allegri stesso l’ha definito “un gigante”), lo hanno trasformato in un serio candidato a una maglia da titolare nella gara, sin qui, più importante della stagione. Vediamo perché.

bentancur heatmap

Stando ai campetti di inizio partita, sia col Frosinone che col Bologna Bentancur veniva presentato come mezzala di destra, nel 4-3-3 allo Stirpe con Can in regia e Pjanic a sinistra, e nel 3-5-2 allo Stadium, stavolta con Pjanic davanti alla difesa e Matuidi come dirimpettaio. In realtà il campo ha mostrato altro, soprattutto nella gara fuori casa; abortito precocemente l’esperimento di Pjanic mezzala, Allegri ha riportato il bosniaco davanti alla difesa e spostato Rodrigo sulla sinistra, con Emre più adatto a giocare sul suo piede. Contro i ciociari, visto il baricentro bassissimo tenuto dalla squadra di Longo, l’uruguagio ha agito più da trequartista che da mezzala, come testimoniato dalla sua heatmap e soprattutto dai 4 passaggi chiave messi a referto, poco meno di 1 ogni 10′ considerando che al 56′ Bentancur ha lasciato il posto a Bernardeschi. Tra gli altri numeri interessanti, va segnalato come al momento della sostituzione Bentancur fosse il terzo bianconero per passaggi completati, dietro a Pjanic e Alex Sandro, ennesimo indice di una personalità che non gli è mai mancata.

Per contro, al numero 30 a Frosinone è stata imputata una certa lentezza nel partecipare alla manovra bianconera, alla quale va sommata una supponenza nei contrasti non da lui: evitabile il giallo speso per fermare Perica in ripartenza, mentre poteva risultare sanguinoso il pallone perso sul vertice dell’area di rigore alla mezz’ora. Anche contro il Sassuolo Bentancur aveva mostrato abilità ma anche leggerezza nell’uscita con la palla dalla propria metà campo, fondamentale nel quale si è invece disimpegnato molto meglio contro il Bologna. Esemplificativa l’azione dal quale è partito il 2-0 di Matuidi, che riassume molto bene le qualità del centrocampista: tempismo eccelso nel tackle, progressione di potenza a grandi falcate, proposizione in posizione centrale.

In fase d’appoggio Bentancur è stato invece il giocatore della Juve meno preciso, con un comunque buon 87% di passaggi riusciti, per il resto quella dell’uruguagio è stata una partita di tranquilla amministrazione, come tutta la Juventus nel secondo tempo; 4 duelli vinti sui 7 tentati, nessun pallone spazzato e 2 intercetti, migliore in campo con Cuadrado, Bonucci e Barzagli.

Due le principali considerazioni che emergono dal doppio impegno da titolare del numero 30:
– al momento Allegri non vede Bentancur come sostituto di Pjanic davanti alla difesa, preferendo adattare nel ruolo Emre Can in caso di necessità. Da mezzala il ragazzo può sfruttare al meglio le sue abilità in pressing (vi ricordate quando ne parlavamo riguardo al suo ruolo nell’Uruguay?) e la sua forza fisica, mentre da regista rischierebbe di perdere sin troppi palloni per eccesso di confidenza;
– Bentancur stesso sembra essersi convinto che il ruolo di distributore di palloni non fa per lui, almeno non nell’immediato, dato che il classe ’97 si è a più riprese rivelato un po’ macchinoso nella gestione della sfera. Per affermarsi da centrocampista totale gli manca l’ultimo tocco, che sia un assist o una conclusione a rete, ma il tempo, le caratteristiche fisiche e la tecnica giocano a suo favore. Rodrigo è già oggi un giocatore sopra la media, che si muove in verticale e gioca (a volte sin troppo) in verticale, il suo futuro prossimo in bianconero passa per questi piccoli dettagli.