Bentancur e l'opzione fantasma: facciamo chiarezza

di Francesco Alessandrella |

Per la serie: non si smette mai di lavorare, nemmeno in vacanza. Sono al bar dello stabilimento balneare, provando a sfuggire al calore di agosto, e svogliatamente sfoglio un giornale che parla di calciomercato. Ho già esaurito tutte le energie nell’affare Pogba ma ancora ci butto un occhio.

Bentancur, ora la Juve deve pareggiare l’offerta del Milan”, più o meno è il senso dell’articolo. Anche se non ho mai visto giocare una sola partita intera del suddetto giocatore, il suo nome non mi è nuovo. Ricordo che era inserito nell’”affare” Tevez. Trenta secondi dopo ho sul mio smartphone il comunicato ufficiale estratto dal sito della Juve.

Una veloce lettura e mi appare come in sogno il vecchio professore di diritto privato dell’Università, il prof. Piazza, che si divertiva a fare domande a trabocchetto: faceva degli esempi e ti chiedeva di quale istituto giuridico stesse parlando.

E ancora ricordo la domanda che toccò a me, ormai quasi 30 anni fa. Diceva: mi piacciono due case, una costa di più, l’altra un po’ meno. Avrei i soldi per comprare la meno costosa ma l’altra mi piace di più e voglio provare a vedere se il venditore scende di prezzo. Ma non posso rischiare di rimanere senza casa. Allora verso una somma di denaro al primo e “compro” un diritto: quello di acquistare la casa entro un certo termine, ad un prezzo pattuito. Così, nel caso in cui dovessi riuscire a tirare sul prezzo per la casa più costosa, non eserciterei il diritto sull’altra, perdendo la somma di denaro. Altrimenti, entro quella data verserei la somma pattuita e prenderei la casa. Che diritto è?

Ora, non faccio per vantarmi, ma a quella domanda risposi subito, deciso: diritto di opzione.

Lo stesso di cui si parla nel comunicato Juve del 13 luglio 2015: acquisizione del diritto di opzione per l’acquisto a titolo definitivo a partire dalla stagione 2017/2018 dei diritti relativi a Bentancur (oltre che a Cristaldo e Cubas) versando la somma di 1 milione di € e con il prezzo pattuito a 9,4 milioni da versare, se la Juve vorrà, entro il 20 aprile 2017.

Non bisogna aver avuto il professore Piazza o aver letto il Trabucchi per intero per capire che vuol dire: la Juve ha un diritto di opzione sul giocatore. Se vuole, potrà prenderlo, a partire dalla stagione prossima (2017/2018), versando, entro il 20 aprile 2017, la somma di 9,4 milioni di €.

Chiunque volesse il giocatore, quindi, dovrà aspettare il 21 aprile dell’anno prossimo: se la Juve non avrà versato la somma stabilita, perderà il suo bel milioncino e il giocatore (e il Boca) saranno liberi di accettare qualunque altra destinazione e offerta.

Eppure tutti (TUTTI) gli esperti di mercato continuano ad insistere da una settimana su questa storia.

Probabilmente tutti sarebbero caduti nel tranello del mio vecchio professore, confondendo il diritto in questione con quello della prelazione.

Nella prelazione, infatti, c’è un soggetto per il quale la legge (o un accordo tra le parti) stabilisce una “precedenza” rispetto a chiunque altro nel caso di vendita del bene in questione. Ed è solo in questo caso (e non nel caso della opzione) che il venditore, ove riceva un’offerta economicamente più vantaggiosa da un terzo, è tenuto a chiedere a colui che ha il diritto di prelazione se intende pareggiarla. In caso di risposta negativa il venditore avrà la facoltà di accordarsi col terzo.

Ora, non tutti avranno studiato legge, e ci sta. Ma due minuti e mezzo (trenta secondi per scaricare il comunicato Juve e un paio di minuti per un giretto su Wikipedia per leggere la definizione di “opzione”) avrebbero impedito una settimana di inesattezze e brutte figure. Addirittura qualche sera fa ho sentito qualche commentatore parlare di “azione di disturbo” della Juve sul giocatore che, di fatto, è suo.

E a questo punto, però, a proposito di azioni di disturbo, la vera domanda diventa: è vero che il Milan ha fatto un’offerta ufficiale su un giocatore opzionato da un’altra squadra? Sarebbe davvero interessante conoscere la risposta, quanto più vicina alla realtà, in questo marasma di fine mercato.