Bentancur, il combattente smarrito

di Mauro Bortone |

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La vittoria contro la Dynamo Kiev nella quinta partita del girone di Champions ha riportato un po’ di serenità in casa Juventus, dopo il deludente pareggio maturato a Benevento. Eppure non tutto è andato per meglio, con alcune amnesie ormai diventate consuetudine sul rettangolo di gioco, pause mentali che rischiano di costare caro e che, in realtà, la squadra si porta indietro da tempo, tanto che anche Massimiliano Allegri le sottolineava.

Tra le note peggiori, però, c’è ancora una volta la prestazione di Rodrigo Bentancur, in versione lontano parente del giocatore apprezzato nelle ultime due stagioni, dove da prima alternativa di centrocampo era riuscito a ritagliarsi un posto da titolare, con prestazioni che lasciavano intravedere un posto centrale nel progetto della Juventus futura.

La prestazione contro la Dynamo, invece, ha evidenziato ancora una volta un giocatore non al meglio: ciò che non è chiaro è se la sua sia una condizione di ritardo fisico, anche perché è evidente che gli manca quella “garra” che aveva sempre contraddistinto le sue giocate; più preoccupante se la sua abulia sia mentale, ovvero abbia smarrito motivazione e fiducia dopo aver smarrito i galloni da titolare, come era accaduto di fatto l’anno scorso con Sarri.

Dodici presenze, finora, per l’uruguagio per un totale di 674 minuti giocati, che equivalgono a circa 56 minuti di media a partita: un po’ poco per un profilo che della determinazione in campo aveva fatto il suo marchio di fabbrica finora. Ma non solo, visto che l’anno scorso, l’ex Boca, seppur nella sua carenza realizzativa (solo tre gol in bianconero in 122 presenze), era stato capace di servire ben 8 assist. Quest’anno, invece, zero alle voci reti realizzate (ma in questo anche il resto dei centrocampisti non aiuta) e zero assist. Insomma, Bentancur, almeno questo Bentancur, è troppo brutto per essere vero.