Benevento-Juve 2-4: straordinaria amministrazione

di Fabio Giambò |

Doveva essere una tappa interlocutoria in mezzo alle due partite dei quarti di finale di Champions League, ed invece la trasferta di Benevento ha rischiato di diventare un incubo per la Juventus, vuoi per lo 0-3 nell’andata contro il Real Madrid, vuoi perché oggi la squadra tutta, dall’allenatore ai calciatori (forse non tutti) hanno fatto quello che andava fatto per far sì che i giallorossi campani sfiorassero l’impresa nonostante si ritrovino già abbondantemente dentro al tunnel che porta alla Serie B.

E’ bugiardo il risultato, è bugiardo l’avvio del match che vede Dybala e soci assoluti padroni del campo seppur non pericolosi, ma una magia proprio della Joya, dopo un bel duetto fra Alex Sandro e Cuadrado, rompe l’equilibrio: è l’episodio che, per assurdo, toglie sicurezza alla Juve e sveglia i padroni di casa che spingono e trovano il pareggio sfruttando un’indecisione complessiva della fase difensiva bianconera, con Alex Sandro – stavolta protagonista in negativo – bruciato da Diabatè. Protagonista nella fase finale della prima frazione diventa l’arbitro Pasqua: prima annulla un gol di Mandzukic per fallo di mano, giudicato volontario, senza andare a controllare al VAR il contatto che precedentemente ha steso il croato, poi non vede un clamoroso intervento su Pjanic che gli assistenti dalla cabina fortunatamente gli fanno notare: Dybala non sbaglia, pratica sbrigata? Altroché, nella ripresa ancora stessa musica, altra dormita dietro stavolta con Benatia a farfalle, ed ancora Diabatè a pareggiare i conti.

A questo punto Allegri è costretto a mettere dentro i pezzi da novanta precedentemente risparmiati: dentro Douglas Costa ed Higuain, non a caso l’argentino procura il secondo rigore di giornata ancora realizzato da Dybala (terzo pallone portato a casa in stagione), ed il brasiliano ad inventarsi il gol del 2-4 che chiude i giochi. Subito prima del 2-3 e in mezzo alle due reti della ripresa, però, tanti rischi dietro con i brividi di Szczesny più volte messi a dura prova. Finisce così, massimo risultato con massimo sforzo in una serata che sarebbe dovuta essere di ordinaria amministrazione ed è diventata invece un’occasione da estremo sforzo: martedì si va al Bernabeu, c’è da salvare l’onore, c’è un’impresa impossibile da tentare di cullare almeno, ma alla fine quello che sarà importante sarà gettare giù le basi per gli ultimi metri di una corsa scudetto che comunque resterà difficile da conquistare. Fino alla fine!