Benevento? Ci va il contraccolpo da Juve

di Nevio Capella |

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Sono trascorsi già tre giorni dall’amara serata di Champions, o forse “solo” tre giorni, a seconda dei punti di vista e di come ognuno di noi sta provando a smaltire e metabolizzare questa rinnovata delusione europea che ha ancora gli inquietanti contorni bianchi della Real casa madrilena.

Il punto è che questa volta tra un parallelismo e un altro, a differenza delle due finali 2015 e 2017, non abbiamo davanti a noi un desolante vuoto di due mesi privi di ogni forma di calcio che non sia esclusivamente l’odiosa e fatua parentesi di mercato estivo, ma una stagione da portare a termine giocando innanzitutto una finale di coppa Italia, e poi provando a modificare ancora una volta in meglio i connotati di una storia che già abbiamo già provveduto a trasformare, di anno in anno, da semplice narrativa a epica.

E poi c’è il ritorno da giocare contro i blancos, una tappa che ai più sembrerà una forzata agonia alla quale non ci si può sottrarre, soprattutto perché accompagnata dall’inconsueto amaro sapore della partita a cui c’è poco da chiedere, ma che proprio per questo va affrontato con dignità e schiena dritta, visto che anche da queste tappe passa il percorso di continuo miglioramento e crescita a cui spesso facciamo riferimento, un percorso inevitabile da seguire se l’ambizione resta quella di equipararsi definitivamente ai primi 3-4 club del mondo.

Insomma, quest’anno dobbiamo essere bravi e veloci a mettere da parte la rabbia e la desolazione portate da quel clamoroso senso di irrisolto che spesso ci piomba addosso quando le strade della nostra squadra e della “maledetta” si incrociano: dietro la curva che conduce al prossimo turno di campionato ci aspetta la matricola Benevento e se già da qualche settimana era lecito guardare con circospezione a questa partita, specie dopo la non esaltante performance di Ferrara contro la Spal, adesso, al timore che i campani rappresentino l’ennesimo caso di squadra che vive i 90 minuti contro la Juve come la propria personalissima finale di Champions (ancora lei…), checché ne dicano i nostri simpatici competitors in quel di Napoli, si aggiunge il pensiero che le sberle prese da CR7 e soci possano dare un contraccolpo negativo alla squadra, cosa che generalmente non è “da Juve”, vero, ma dubbio che sostanzialmente non vediamo l’ora di poter dissipare quando i ragazzi scenderanno in campo.

C’è da dire che curiosamente non è la prima volta che gli incroci di calendario ci portano ad affrontare la matricola stagionale di turno nel bel mezzo delle fasi finali della Champions, visto che nel 2013 tra la gara di andata e quella di ritorno contro il Bayern Monaco la Juventus affrontò allo Stadium il derelitto Pescara, stessa squadra che ci siamo trovati ad affrontare lo scorso anno nella medesima disastrata condizione di classifica, ma da ospiti, a cavallo del doppio confronto con il Barcellona.