Il riscatto di Benatia, alla ricerca della continuità

di Stefano Francesco Utzeri |

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Da Roma a Torino, passando per Monaco di Baviera, con un due obiettivi: migliorarsi e vincere. Tra la Capitale e il capoluogo Piemontese la strada è sempre stata molto trafficata negli ultimi anni: Vucinic, Pjanić, per arrivare a Medhi Benatia, che ha deciso di stabilirsi a Torino dopo due stagioni difficili agli ordini di Pep Guardiola.

Un matrimonio all’insegna della continuità: ciò che cerca sia Benatia, sia il progetto tecnico della Juventus, da proseguire più convinti che mai. 17 milioni per il riscatto e 3 per il prestito, dopo una prima stagione in bianconero in cui da quarta (o a volte da quinta) scelta del reparto arretrato ha contribuito in maniera importante agli ottimi risultati finora ottenuti.

Una cifra, quella che la Juve ha speso per il difensore ex Roma, che dà l’idea di quanto oggi i bianconeri puntino su Medhi Benatia, sia per il presente che per il futuro. Da affidabilissima alternativa alla BBC può infatti diventare un pilastro difensivo.

L’operazione ricorda tanto quella fatta con Juan Cuadrado, ossia il rientro di un calciatore che in Italia ha dimostrato tanto e fatto la differenza anche ad alti livelli, ma che all’estero ha faticato ad ambientarsi. Sotto questo punto di vista, non è un caso che la società di Corso GalFer abbia deciso di investire in un veterano della Serie A, giocatori di professionalità e talento.

Medhi, oggi, a sua volta è alla ricerca di quella definitiva continuità spesso mancata a causa di un fisico che in Germania ha improvvisamente deciso di “abbandonarlo”– facendogli saltare 32 partite in due stagioni – e che a Torino ha ritrovato parzialmente.

Il difensore classe 87’ è quindi definitivamente della Juventus, e con questa casacca spera di raccogliere quelle soddisfazioni che la stessa Juventus nel 2013-2014 gli aveva sottratto nonostante l’ottimo campionato della Roma, di cui fu uno dei principali artefici

E dunque, di nuovo, Bienvenue Medhi.