Benatia, Mihajlovic, giornalisti: cadute di stile

di Juventibus |

Di Gianluca Cherubini

 

Non è stata una Juve particolarmente cinica e brillante. Il Pipita ci ha salvato da una prestazione, a mio parere,  non all’altezza. Viene da chiedersi, allora, che cosa si debba estrapolare di interessante da una serata come questa. Fidatevi, di materiale ce n’è. Perché c’è chi fuori dal campo ha fatto sicuramente peggio dei bianconeri impegnati tra le linee perimetrali.

 

BENATIA, PRESUNTA OFFESA RAZZISTA

“ Chi ha parlato dietro?”

Curioso che una tv di servizio pubblico sia riuscita a scivolare su una buccia di banana. E che qualcosa sia effettivamente accaduto nel collegamento, è testimoniato anche dalla posizione assunta dalla conduttrice RAI :”ci sono problemi tecnici (…) non eravamo noi se si trattava di un insulto”. Certo, nessuno degli ospiti in studio si sarebbe sognato di dire una cosa simile, ma a qualcuno in regia deve essere scappato qualche microfono aperto. Il “segnale giusto” adesso ce lo aspettiamo dalla nostra “mamma”: che il colpevole, da domani, rinizi a spedire curriculum.

 

MIHAJLOVIC, DIFFERENZA DI STILE  

“Fallo? Ma di cosa stiamo parlando? Prende la palla, se tu sei in televisione devi essere corretto e non puoi dire cose che non stanno né in cielo né in terra. Non mi devi spiegare niente. Non mi interessa nient’altro perché non voglio ascoltarti” – Dice Mihajlovic a Vialli nel dopo-partita.

Piccolo preambolo: giusto che, in caso di cori razzisti, vengano puniti i responsabili o chiusa la curva della Juve.  Chiusa la parentesi sulle poche parole sensate del serbo. Curiosa, boriosa, ma soprattutto odiosa l’ostinazione con la quale il tecnico granata sostiene la tesi dell’”errore gravissimo” di Valeri. Miha regola 12 della guida pratica AIA. Concetto di imprudenza. Acquah rischia di arrecare danno a Mandzukic senza tenere conto della sua velocità al momento del tackle. Capisco che sia difficile mandar giù un’impresa sfiorata. Ma l’onestà intellettuale (e la conoscenza delle regole) sono le basi per iniziare a costruire successi. E su questo, Allegri docet.

 

GIORNALISTI, OH MY GOD

Ho sempre moltissima stima dei giornalisti sportivi. Soprattutto perché vorrei diventare uno di loro, in futuro. Ma in un post-partita in cui ci sarebbe stato molto su cui discutere, piuttosto che sul fallo di Acquah, ho rabbrividito a leggere su siti, social e giornali alcune opinioni di quelli che potrebbero diventare miei futuri colleghi. Poche o nessuna presa di posizione stigmatizzante per l’atteggiamento assunto da Mihajlovic. Ma è normale vedere uno “sfogo” del genere in campo? Varriale, per citarne qualcuno, ha dedicato tutti i suoi cinguettii ad esaminare la prestazione del povero Valeri, piuttosto che fare del sano e intelligente giornalismo. Di norma, quando si scrive, sarebbe d’uopo ragionare su cause e conseguenze. Perché anche oggi migliaia di ragazzi sparsi per l’Italia partiranno da casa con il loro borsone per un esiguo rimborso di 30 euro. E se non è chi può parlare di calcio il primo a prendere le distanze da atteggiamenti come quelli di Mihajlovic, contribuendo oltretutto a gettare fango ingiustificato sull’operato dell’arbitro, chi si deve preoccupare di dare un buon esempio?  Spero che nessuno di loro se la prenda per l’imprudenza dei miei giudizi, altrimenti… che venga ammonito. Anzi no, è vero, è tutto regolare.