La bellezza genera bellezza

di Riceviamo e Pubblichiamo |

bellezza

C’erano una volta un padre e due figli che guardavano sofferenti una partita importante della loro squadra. Purtroppo già la partita si era messa male – erano sotto di un gol – ma i nostri tifavano speranzosi. A un certo punto, il più forte e il più antipatico – forse, ché di antipatici ce n’erano molti – degli avversari fece un gol meraviglioso. I tre ammutolirono, addolorati. Poi, però, si arresero alla bellezza. Si strinsero per cercare conforto e si dissero, abbiamo visto una meraviglia del migliore – e si sentirono meglio, più in pace. Si stupirono quando notarono che anche la gente, lì allo stadio, condivideva il loro privato sentimento, e applaudiva. Il padre sapeva che i tifosi della sua squadra non erano né meglio né peggio di quelli di altre squadre, ma in quel momento li apprezzò immensamente, ne fu orgoglioso e condivise il suo pensiero con i figli.

Qualche mese dopo, padre e figli si ritrovarono a gioire pazzamente per la notizia che quel gran campione sarebbe venuto a giocare proprio nella loro squadra del cuore. E sembra che nella scelta abbia avuto un ruolo anche quel sentimento puro che il pubblico manifestò al campione quel giorno indimenticabile di sofferenza e orgoglio. Ebbe buon gioco, il padre felice, a far notare ai figli come la bellezza generi bellezza, e il buon sentimento buoni sentimenti. Certo, non accennò ai trenta milioni annui di stipendio al campione, ma questa è una fiaba, non pretendete troppo.

di Giovanni Bertoldi