Bayern? Serve tutto, serve tutto

di Simone Navarra |

Le vittorie, certe volte, passano dal bollettino medico, dall’infermeria che si svuota o meno. Contro il Bayern sarà così. Se la Juventus potrà contare nei due incontri degli effettivi migliori, di quelli in palla, pronti sempre a colpire, allora si potrà passare. Altrimenti bisognerà maledire ancora una volta la sfiga di aver messo o lasciato la gamba in una partita di campionato oppure si volgerà lo sguardo alla tribuna ed a quel pezzo di campo che non c’è. Perché se 15 vittorie consecutive in campionato hanno voluto dire qualcosa e suggeriscono molto altro bisogna aggiungere che forse accontentando tifosi e tecnico questa estate si sarebbe potuti andare più lontano. E’ il rammarico del giorno dopo che non mi auguro. E’ il giovedì che si conosce. Quello in cui maledire Zidane perché continua a perdere le coppe; o chiedere a Filippo Inzaghi una registrata all’altezza delle caviglie, ma anche quello legato a maledizioni di giocatori innocui e perduti, Pacione e Magrin, Zavarov e Sissoko.
Sono giorni di passaggio, dicono. Allegri sta nel pieno del suo secondo anno e la società appare tranquilla. Eppure il fuoco sembra covare sotto la cenere. Perché ci vogliono vendere tutti quelli col nome esotico. Non sembra esserci nessun insegnamento. Anche nelle esperienze che con la Juve non c’entrano niente. Guardo Pazzini sbattersi nel Verona e viene il groppo in gola per quello che hanno scritto e ripetuto. “Vedrai che Del Neri lo porta a Torino”. E’ andato all’Inter e poi al Milan. Si è rotto, ha scassato e ora prova a fare il suo. Non dice nulla? Cuadrado che sgambetta sulla destra è la miglior risposta. Le sue mani a cuore sono uno schiaffo verso quel signorotto che lo impacchettò e spedì in Inghilterra. A prendere soldi, certo. Ma quali soddisfazioni? Agenti, direttori sportivi e dirigenti vari dovrebbero darsi e dare una spiegazione a chi sopporta le trasferte e paga i biglietti, sempre e comunque. Il Bayern Monaco con ex campioni nella stanza dei bottoni ha fatto capire che i vostri alambicchi sono sbagliati.
La Juventus di Andrea Agnelli è andata l’anno scorso in finale di Champions. Avrebbe potuto fare meglio, certamente. Ma i cicli, quelli veri, passano anche dalle delusioni cocenti, dai dolori terribili. Lo si vada a chiedere ad Alex Ferguson ed altri. Contro i tedeschi, l’olandese ed il francese ma non si dimentichi il cileno ed il polacco, bisognerà fare il meglio del meglio, tritando tutte le energie, facendo capire a Dybala dove è capitato ed a Mandzukic che certe emozioni le senti solo qui, dopo aver mangiato meglio e massaggiato come non mai. Quella squadra è teutonica e terribile. Annichilì quella di Ciro Ferrara e poi finì nell’incubo di Di Matteo. Si è rialzata mille volte dalla polvere nella sua storia. L’ha saputo fare. Va ammirata per questo. L’avversario Juventus deve raccontare una storia, una favola più bella, con dentro la gioventù di Pogba e la follia di Zaza, i muscoli e la passione. Serve tutto, serve tutto.