Prima il Leverkusen (e poi l’Inter) con un pubblico da Champions

di Milena Trecarichi |

È iniziata la settimana più paradossale degli ultimi anni.

Mai negli ultimi anni una gara di A era riuscita ad “oscurare” l’attesa di una gara di Champions decisiva. Per media, tifosi, addetti ai lavori Inter-Juventus sarà la “Partita dell’anno” (e molti sperano “della svolta”). Sulla sponda nerazzurra, la trasferta al Camp Nou, pur con un’Inter bisognosa di punti,  sembra un intralcio in vista della gara con la Juve: abbiamo un giorno di riposo in meno, il rosso a Sanchez guarda caso prima della Juve…

Attesa comprensibile se a mettere carne al fuoco ci pensa lo stesso tecnico nerazzurro che nomina (o viene solleticato a farlo) la JUVE più e più volte in ogni intervista, a dimostrazione del fatto che la sua vecchia “casa” sembra un’ossessione che non può essere celata. Anche algoritmi, sondaggi, pronostici, opinioni di esperti e VIP by-passano il turno di Champions concentrandosi solo sul big match di A: “la Juventus può essere l’anti-Inter?”, “i dati parlano chiaro: l’Inter ha il 73% di vincere lo Scudetto”…e sciocchezze del genere.

Per fortuna Sarri invece (nettamente migliorato sotto l’aspetto comunicativo) ha preferito non cadere in queste trappole giornalistiche che avrebbero portato ad un botta e risposta capzioso tra i due allenatori e distratto l’ambiente da una gara cruciale come quella col Bayer: “non ho ancora visto l’Inter…pensare ora all’Inter vorrebbe dire non avere un’idea chiara del Leverkusen”.

Bayer secondo, ad un punto dal Bayern, col “possesso palla e “i valori fisici” più alti in Bundesliga, reduce da una facile vittoria in trasferta con l’Augsburg (0-3) con Havertz sugli scudi.

Stasera la vittoria è d’obbligo, per una serie di motivi palesi: la prima di UCL in casa della Juve di Sarri, 3 punti che spianerebbero la qualificazione e che eviterebbero di giocarsi tutto in Russia e Germania.

La partita di stasera è quindi per noi più importante di quella di domenica sera?

Forse sì, perché il girone di UCL è fatto di 6 gare mentre la A ne avrà altre 31 dopo l’Inter. Eppure ovviamente lo sono entrambe, una dopo l’altra, perché da anni per la Juve nessuna gara è più importante dell’altra, i punti si macinano sia con Hellas, Brescia e Spal, sia con Leverkusen e Inter.

Non si molla un cazzo, Arturo Vidal dixit. Questo l’ha capito Sarri, che insisteva nelle conferenze a parlare di Brescia e Spal e forse lo ha capito Conte che cerca di “juventinizzare” la sua nuova squadra, con quali risultati, prima mentali e poi di campo, si vedrà solo a fine anno.

Una cosa è certa, se per l’Inter e per Conte, affrontare la Juve in campionato crea più fibrillazione dell’affrontare il Barcellona in Champions, è il segno degli “anni meravigliosi” che stiamo vivendo.

Al contrario per noi una dovrebbe valere l’altra, anzi, stasera si gioca in quello Stadium ancora “scosso” e incerto dopo il ripulisti in curva. In Champions (più in trasferta che all’Allianz) il tifo bianconero ha dato spesso ottima prova di sé, ma a volte non è stato all’altezza del cammino della squadra.

Stasera chi è allo Stadium e chi è a casa ha anche un altro desiderio, oltre la vittoria: sentire il calore della nostra casa, perché, pare secondario, ma per provare a vincere la Champions c’è bisogno anche di un pubblico “da Champions” (Liverpool docet).


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