Batti la Juve, e poi… (statistiche alla mano)

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Piccola riflessione (tra il serio e l’ironico) all’inizio di una stagione che, al di là dei facili entusiasmi, si preannuncia molto intensa e difficile.
 
Quando vinci sette scudetti consecutivi, quattro coppe Italia, tre Supercoppe e lasci agli avversari per un periodo così lungo solo le briciole, può capitare che alcuni avversari si accontentino effettivamente delle briciole…tipo strappare 3 punti alla Juve nel corso del campionato.
La sconfitta della Juve, per quanto sia un evento praticamente inevitabile in stagioni che comportano ormai più di cinquanta partite, è infatti sempre una notizia da prima pagina. E chi si rende protagonista di tale evento, in qualsiasi momento dell’anno esso accada, molto spesso considera praticamente salva e soddisfacente la sua stagione per il solo fatto di averci battuto (soprattutto se si chiama Toro o Fiorentina).
“Abbiamo battuto la Juve; questa vittoria vale per tutto l’anno”, “Zitti gobbi!” ecc. gridano tronfi e orgogliosi i nostri campioni per un giorno. Dimenticando però che, formalmente, i tre punti guadagnati contro di noi hanno lo stesso valore di quelli conquistati contro Benevento, Carpi o Frosinone. Detto questo, ora non vogliamo giudicare gli effetti provocati nei tifosi dall’ottenere i tre punti contro la Vecchia Signora. Ognuno, soprattutto a caldo, è giusto che reagisca nella maniera più istintiva e passionale. E noi accettiamo ogni sfottò, per carità.
 
Osservando i fatti degli ultimi cinque campionati di serie A, però, ci siamo accorti di qualcosa che dovrebbe decisamente smorzare gli animi della prossima squadra che ci batterà e dei suoi tifosi. Spieghiamo meglio: se escludiamo le sconfitte nelle prime tre o nelle ultime tre giornate di campionato (quando è impossibile fare ragionamenti di questo tipo), sembra proprio che vincere contro la Juventus, per quanto entusiasmante nell’immediato, sia deleterio nel medio-lungo termine. Quasi un colpo di grazia alla stagione e alle ambizioni. Nella maggior parte dei casi, chi ha ottenuto i tre punti contro i bianconeri, ha infatti pagato molto caramente nel prosieguo del campionato i festeggiamenti eccessivi.
 
Guardiamo però qualche numero più preciso: nelle ultime cinque stagioni (escludiamo quindi l’Inter di Stramaccioni che dal sogno Scudetto dopo il 3-1 allo Stadium passò ad un disastroso nono posto) l’evento tanto sgradito a noi juventini si è verificato 14 volte (su 160 partite considerate). Dodici delle quattordici squadre che hanno battuto la Juve nel corso del campionato (l’86%) hanno poi visto un peggioramento più o meno significativo della loro media punti nel resto del campionato. Le uniche eccezioni: il Parma di Donadoni che, forse in uno slancio di entusiasmo, raccolse qualche punto in più senza evitare retrocessione e fallimento nel 2015. E il primo Napoli di Sarri che, dopo un inizio altalenante, cominciò a ingranare e ottenne il primo dei suoi secondi posti.
 
Pur considerando queste due eccezioni, chi batte la Juve vede mediamente un rallentamento della sua media punti del 10% circa. In molti casi questo comporta anche un peggioramento della posizione di classifica.
 
E’ successo alla Fiorentina dopo l’epica rimonta targata Giuseppe Rossi (media punti scesa da 1,88 delle prime otto giornate a 1,67 delle restanti trenta).
E’ successo al Toro del 2015, quando i granata si rilassarono per aver vinto il primo derby dopo vent’anni e persero così due posizioni in classifica nelle ultime sei giornate.
E’ successo al Sassuolo, che raggiunse il punto più alto della sua storia proprio battendo la Juve all’inizio della stagione 2015-16.
E’ successo all’Inter di De Boer, rovinosamente crollata dopo l’epica “impresa” di metà settembre 2016.
E’ successo al Milan di Montella, che sognò lo scudetto dopo il gol di Locatelli (a proposito, anche lui da quel giorno ha decisamente interrotto il suo percorso di crescita) ma si dovette accontentare a fine anno del sesto posto.
E’ successo al Genoa di Juric, che dopo averci annichilito a inizio novembre e aver sognato l’Europa per qualche ora, a fine stagione si salvò a fatica.
E’ successo alla Lazio di Immobile e Strakosha, che quasi sognava lo scudetto, ma poi non ha raggiunto la Champions nel 2018.
E’ successo alla Samp di Giampaolo, che ha abbandonato le ambizioni europee facendo appena un punto in cinque partite subito dopo averne conquistati tre con la Vecchia Signora lo scorso novembre.
Ed è successo naturalmente al Napoli, che dopo il colpo di testa di Koulibaly fu accolto da fuochi d’artificio a Capodichino, ma poi “dimenticò” lo scudetto in albergo.
 
Insomma, davvero ci auguriamo che quest’anno la prima sconfitta della Juve arrivi il più tardi possibile. E che ci crediate o no… lo facciamo per voi!
di @FattidiJuve