Barzagli? Non confondiamo le cause con le conseguenze

di Giulio Gori |

barza difesa 2

Scambiare le cause con le conseguenze, è un fenomeno diffuso. L’esempio di scuola è quello fatto dagli statistici e dei metodologi d’Oltroceano: in uno studio sugli incendi negli Stati Uniti emerse che più autobotti dei pompieri intervenivano su un rogo, più le fiamme facevano danni. Significava che era meglio inviarne di meno? O semmai che intervengono più mezzi quando gli incendi sono gravi? In questo caso la risposta è ovvia. In altri casi non è altrettanto semplice.

La partita col Manchester United
Pensare che la sconfitta in Champions della Juventus sia maturata a causa dell’ingresso di Barzagli e del passaggio alla difesa a tre, è esattamente scambiare le conseguenze per le cause. Il Manchester United, che aveva subito tutta la partita, ha provato negli ultimi minuti a ribaltare la situazione con un vecchio, quanto intramontabile espediente: mettere davanti uno spilungone, dargli palla alta e circondarlo di forze fresche che raccolgano le sponde. Fellaini è un calciatore modesto, ma dal punto di vista fisico le sue qualità sono indiscutibili. Allegri ha semplicemente preso atto del cambio di strategia di Mourinho e ha optato per la difesa a tre, non per contrastare meglio Fellaini sul gioco aereo, ma per occupare meglio gli spazi centrali e recuperare le sponde. La strategia dell’allenatore della Juventus avrebbe funzionato, tutti i palloni vaganti in area sono stati preda dei nostri difensori. Purtroppo per la Juventus, alcuni errori individuali (i falli di Matuidi e Barzagli, l’incertezza di Szscezny sul secondo gol) hanno compromesso il risultato.

Il caso Barzagli
Il centrale bianconero ha fatto un errore in occasione del secondo gol, quando ha sbagliato un controllo e di conseguenza ha fatto un fallo evitabile. Addossargli la responsabilità della sconfitta, è però fuori luogo. Ed è fuori luogo il solito coro secondo cui sarebbe «un giocatore finito». Sia chiaro, Barzagli non è un ragazzino, e prima o poi i segni di cedimento arriveranno. Ma bisogna andarci piano: sono anni che viene dato per bollito e sono anni che alla fine la spunta sulle critiche. Del resto, per capire se un giocatore è tramontato serve osservarlo con continuità. Buffon ha dato segni chiari di declino fisico lo scorso anno. Ma a dar retta a certe lamentazioni bisognava rottamarlo cinque anni prima. Senza dubbio, Barzagli nella partita d’andata a Manchester ha fatto un paio di cose piuttosto brutte. E con questo? Allo Stadium, ha sbagliato un controllo. Ma chiunque abbia giocato a pallone sa che a quarant’anni tecnicamente si è più bravi che a venti. E lo stesso Barzagli, lucidissimo critico di se stesso, in una recente intervista ha raccontato di essersi accorto di non essere più quello di una volta: perché, ha detto, che se la sua esplosività fisica è migliore persino di quando era ragazzo (e per un 37enne è una notizione), non ha ormai più la tenuta di un tempo sui novanta minuti. Barzagli potrebbe pure sopravvalutarsi, ma se Allegri, che ogni giorno lo vede in allenamento, e ha a disposizione alternative di indubbio valore come Benatia e Rugani, ma sceglie di blindare la difesa con Barzagli, qualcosa vorrà pur dire… Poi, prima o poi il declino arriverà, o magari è già arrivato. Ma per capire se davvero è così, bisognerà aspettare una lunga serie di prestazioni negative. A stabilirlo non potranno certo essere un pallone svirgolato e l’ulcera di un tifoso.

E, in ogni caso, per quanto chi scrive non sia bravo con le statistiche, l’impressione è che siano passate ere geologiche da quando la Juventus ha preso gol e perso dopo l’ingresso di Barzagli in un finale di partita.