Se un Gamper non fa primavera: cosa resta del 3-0 in amichevole

di Mauro Bortone |

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È solo calcio estivo, d’accordo, ma dal 3 a 0 rimediato nel Trofeo Gamper contro il Barcellona qualcosa si po’ ricavare per un’analisi della Juventus di Allegri: una sola settimana di lavoro a ranghi completi non poteva portare a una prestazione straordinaria con i blaugrana certamente più avanti di condizione e, nell’insieme, premiati dal punteggio ben più di quanto abbia fatto vedere il campo.

Il tecnico livornese aveva preannunciato che sarebbe stato un test con “esperimenti tattici” utili a togliere qualche dubbio: Cuadrado e Bernardeschi esterni di un 4-4-2, Ramsey regista nel primo tempo sostituito da Danilo, nella stessa posizione, nella seconda frazione di gioco, dove si è tornati a un più naturale 4-3-3.

La sensazione è che, da un lato, Allegri abbia “evidenziato” (volontariamente o involontariamente non è dato saperlo) il limite in mediana della Juve, dove manca ancora un regista di ruolo, capaci di dettare i tempi alla squadra. Bentancur, nel ruolo di mezzala, è apparso più a suo agio, ma, come sempre accade in certi casi, non bisogna cadere negli eccessi di chi addirittura parla di giocatore ritrovato o di prestazione straordinaria.

Il centrocampo, privo di Arthur e Rabiot, con un McKennie non in forma, un Ramsey imperscrutabile e poca spinta sulle ali, è apparso ancora il vero problema della squadra: poche idee e sbavature pericolose in copertura, che hanno, per esempio, facilitato la voragine difensiva in occasione del gol di Depay. Ancora più insensato il secondo gol con la dormita della retroguardia e gli errori di Pellegrini e Perin. Chiesa, invece, seppur non in condizione, sembra una delle certezze a cui aggrapparsi sempre, per spirito e voglia.

Un’altra considerazione appare abbastanza lapalissiana: nel gruppo continuano ad esserci quattro-cinque elementi che sono evidentemente corpi estranei al progetto (si tratta dei soliti noti che non ci sarebbe nemmeno bisogno di nominare perché il tifoso juventino li conosce bene) e che, quando sono in campo, non riescono a dimostrare il contrario, mostrando poca applicazione ed entusiasmo e finendo per essere zavorra che pesa sull’impianto. La domanda legittima è, dunque, che senso ha continuare a puntare su giocatori che sembrano fare solo massa e non dare alcun minimo contributo alla causa?

L’equivoco, in questo caso, è tutto nell’assioma che “Allegri sistema tutto”, che molti tifosi hanno sposato acriticamente al ritorno del tecnico sulla panchina bianconera: Allegri è un allenatore preparatissimo, ma non ha doti taumaturgiche e non trasforma De Sciglio in Maicon, né Rugani in Beckenbauer; quindi, se continua a pensare che sono giocatori che servono a questa Juve, sbaglia anche lui e va detto. Come va detto che, seppur la squadra l’anno scorso non si sia espressa al massimo del suo potenziale, qualche limite lo ha mostrato e va corretto non solo con le idee di uno solo ma anche con qualche ritocco dal mercato: la società, dunque, dia una mano ad Allegri.

Al termine della partita, ieri, i forum juventini e i canali social della società erano inondati di commenti inviperiti da parte dei tifosi: forse eccessivo per una gara d’estate e il cui risultato è fin troppo rotondo rispetto all’andamento. Ma è ugualmente eccessivo affidare in maniera “fideistica” ogni soluzione alle mani “sante” di uno solo senza pensare che serva nuova linfa dentro i meccanismi di questa squadra.

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