Uélcom back, Sarri

di Giacomo Scutiero |

Il piccolo ed ormai esperto Mario Rui ricorda i tempi andati di Empoli, quando iniziò a giocare la Serie A diventando titolare inamovibile di quell’undici. L’allenatore che puntò forte su di lui e che lo cambiò “in tutti i sensi” fu Maurizio Sarri, oggi avversario e che avversario.
Il maturo Mario è anche un ragazzo molto candido perché crede che “il mister sarà accolto benissimo per tutto quello che di buono ha fatto a Napoli”.

Il pensiero del portoghese è concettualmente indiscutibile, ma il realismo è un’altra faccenda. Ed a proposito, c’è qualcosa di più diffuso, profondo e populista nell’aria: “Sarri non è un traditore della città e del club, è un traditore di sé stesso”.
Non sarebbe tenuto a giustificare perché abbia accettato la proposta della Juventus, ma perché utilizzi aerei privati, indossi Rolex, abbia preso proprio quella forma che voleva smantellare: gli ideali di vita giovanili sono morti, la maschera comunista ed anti-sistema è caduta.

Nessun tifoso in buonafede che abbia guardato qualche partita dell’arco 2015-18 può obiettare sul pregevole lavoro di Sarri a Napoli. E nessuno può negare che il mister abbia meritato sconfinati ringraziamenti ed applausi.
Detto questo, oggigiorno comprensibilmente, da quelle parti gli si augura tutto il male sportivo possibile: “L’allenatore della Juve deve fallire, sempre. Non siamo contro di lui, ma contro la Juve”.

Dal punto di vista dell’uomo, è la fortuna piuttosto che sfortuna di guidare la più vincente ed odiata formazione d’Italia. Sarri è un signore ultra-sessantenne, ha cominciato con nulla ed ha raggiunto molto, è conscio di quel che disse e fece prima di partire per l’estero come di quel che dice e fa dall’estate scorsa; patirebbe zero i fischi e gli insulti perché comunque sarebbero la più inconfutabile dichiarazione di radicato affetto.

Mario Rui allievo decide di stare dalla parte dell’amore perché l’odio non esiste in lui e nei compagni. Altri, invece, pensano che odiare sia un peso troppo grande da sopportare. Altri ancora coltivano l’odio perché sia duraturo, perché amano di fretta ed odiano con calma.

Noi diciamo che l’amore sia sfuggente eppure genuino, e che l’odio sia comunque folle perché non cessa se non con nuovo amore. No, nessun Napoli bis perché il mister dopo la Juve potrebbe smettere.

Ed allora, un consiglio da bianconeri potenti, freddi e senza cuore: se non amate più, non odiate. L’opposto dell’amore è l’indifferenza.
Bentornato, Maurizio. Ué!


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