Auguri, mister. E faccia a modo suo

di Claudio Pellecchia |

E’ passato un altro anno, mister. E trovo strano e divertente e tutte e due le cose insieme che lei chiuda il suo quarantanovesimo giro di giostra (a proposito: li porta discretamente) a una settimana o poco più dall’inizio di un’altra giostra, la sua terza da quando è con noi. Che ci sia un significato, l’ennesima metafora dello sport che è metafora della vita per eccellenza? La fine e l’inizio, lo yin e lo yang, il bianco e il nero e così via? Non lo so, può darsi. Sta di fatto che lei è appena entrato nel cinquantesimo anno di vita e noi stiamo per iniziare una delle stagioni più importanti della nostra storia recente. Bello, no?

Non sarà facile, mister. E non mi riferisco al tempo che passa. Almeno a quello che passa per lei. Perché per noi, invece, il tempo è tutto. E ne abbiamo poco. Due anni, dicono. Per chiudere un cerchio, fare pace con il destino e prenderci quella cosa là (mi sono ripromesso di non nominarla più fino a fatto compiuto) che tanto vogliamo e che sembra si diverta a non arrivare mai. Con una differenza: questa volta gliela stanno chiedendo, questa volta se l’aspettano, questa volta l’obiettivo sembra essere solo quello. Come se poi fosse facile anche solo confermare tutto il resto che ora è snobbato, ma che poi voglio vedere se non arrivasse cosa succederebbe. Non le hanno perdonato nulla con i trofei, figuriamoci senza.

Lo so, non è giusto mister. Perché se già normalmente è difficile programmare qualcosa nella quotidianità, lo è ancor di più farlo con una vittoria (e che vittoria) in una competizione sportiva, dove tutto gira sugli episodi e non tutto dipende da te. Con quella cosa là che, nei nostri confronti, non è mai stata troppo benevola sotto questo aspetto. E non si può chiedere il tutto senza considerare che possa arrivare anche il niente.

Eppure, mister, sono tranquillo. Perché se c’è qualcuno che può gestire tutto questo è lei. Lo ha già dimostrato, non avrebbe ulteriormente bisogno di dimostrarlo, ma repetita iuvant e le vittorie ancor di più. Continui sulla strada che ha tracciato, non si curi di chi ancora vede l’ombra dell’illustre (e vincente) predecessore, e vada avanti alla maniera di Sinatra: perché questa è la sua squadra e i risultati le hanno già dato ragione. Your Way is the way. Ameno in questi due anni da tutto o niente.

Buon compleanno mister, ci si risente l’anno prossimo. Sperando che il regalo l’abbia fatto lei a noi. Sarebbe un cinquantenario memorabile.

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