Attaccare senza fermarsi, fino alla fine

di Antonello Angelini |

In risposta all’articolo di Massimo Zampini “La partita che non vorrei“, che si conclude così:

“E non vorrei sentire, a fine partita, quel mio amico che ce l’ha con chiunque da tempo e mi rinfaccia le sue ragioni sia quando la Juve perde a Madrid, sia quando vince ma gioca male e pure quando vince e gioca bene (“lo avevo detto che Kean doveva giocare di più”), insomma ha ragione sempre lui, e io gliela concedo volentieri, piuttosto che continuare a dividerci su tutto, però gli faccio notare che io, più banalmente, senza rivendicare chissà quali ragioni, sono incazzato quando perdiamo, felice anche se perplesso quando vinciamo giocando male, felice e basta quando vinciamo e giochiamo bene.”

Avrà ragione lui anche stavolta, già lo so, ma martedì notte preferirei non sentirlo.


 

Ebbene sì, caro Massimo e cari lettori sono io quello che ” lo avevo detto” .

E’ vero che a furia di non mugugnare ci siamo beccati questo (non) gioco, ci siamo beccati Giovinco anni fa e ci siamo beccati BenatiaSpinazzola e Kean sempre in panchina?

Bene Massimo, stasera solo tifo, accolgo il tuo invito. Con qualche condizione.

Vediamo se l’atteggiamento sarà quello giusto. Se sarà invece il tipico atteggiamento “attendiamo il secondo tempo o il 70° minuto“ allora no. Io dalla tv non riuscirò a non imprecare contro l’atteggiamento della squadra e contro chi ne è responsabile.

Da troppo tempo sopportiamo questo atteggiamento. Voglio invece vedere la Juve attaccare, possibilmente segnare e passare il turno, ma anche se poi non passasse amen.

Se ci sarà atteggiamento giusto allora da me non ci sarà alcun mugugno. E vorrei anche una formazione d’attacco per 90 o 120 minuti. Facciamo un esempio: ipotizziamo che la Juve vada 2-0 non si deve fermare e controllare e se andasse 3-0 non voglio vedere un difensore dentro per uomo offensivo.

Allegri ha dimostrato di essere molto bravo nel leggere le partite in casi disperati. Altrettanto bene ha dimostrato di sbagliare una volta raggiunto l’ obiettivo. Sullo 0-2 a Monaco tolse Morata e Cuadrado abbassando la squadra, a Madrid l’atteggiamento sullo 0-3 fu quello di pensare ai supplementari e basta. Zidane vinse in questo.

Noi “criticoni” chiediamo di fare una partita cuore e tecnica, provarci sempre e poi vada come vada. Senza calcoli , mettendo in campo i giocatori tecnici e tentando il tutto per tutto.

SENZA CALCOLI. FINO ALLA FINE!