Atletico-Juve e il futuro di Allegri visti da “fuori”

di Juventibus |

Atletico-Juventus, le scelte di Allegri e le chance per il ritorno hanno scatenato un dibattito inedito ed esplosivo nel mondo Juve. Cerchiamo di allargare la discussione riportando l’analisi fatta dal trio del del podcast “La Riserva”: Simone Conte (Roma TV, Roma Radio), Daniele Manusia ed Emanuele Atturo (rispettivamente direttore e caporedattore de “l’Ultimo Uomo”) nel loro episodio post-gara, per una prospettiva alternativa a quella interna al tifo bianconero.

 

 IL CONTROLLO STERILE 

Simone Conte: Una ferita pesante perché c’erano aspettative altrettanto pesanti. E’ comprensibile, se compri Ronaldo e fai altri investimenti importanti, che tutti stiano lì ad aspettarti in Champions.

Daniele Manusia: Il sorteggio era stato sfortunato, eppure le brutte prestazioni dell’Atletico avevano alimentato la sensazione di una prestazione ed un risultato migliori. La Juve ha provato a impostarla sulla propria solidità, che in Italia le consente di vincere quasi sempre anche gare giocate alla pari. A Madrid non è riuscita a spuntarla su questo aspetto contro una squadra ancor più solida e si è limitata ad una gestione sterile che non ha creato pericoli. Al contrario l’Atletico, che pure ora ha giocatori propositivi ed offensivi – Rodri, Lemar, Correa – l’ha messa su un piano di grande concretezza: faccio ciò che so fare meglio, ti lascio la palla e punto a finalizzare il mio genere di occasioni: ripartenze, palle inattive. La Juve ha provato ad imporre sulla gara un controllo che le è sfuggito di mano in troppe occasioni.

Emanuele Atturo: Va rilevato anche il contesto storico delle due squadre. Sei-otto anni fa Juventus ed Atletico avevano un livello molto lontano da quello attuale. Sono cresciute, hanno fatto finali di Champions, vinto moltissimo grazie ad una forte identità difensiva e un controllo mentale sugli avversari. Negli anni con l’aumento del fatturato e l’arrivo di uomini di grande qualità come Griezmann, Dybala, Ronaldo, Juve e Atleti hanno avuto questo scontro interno tra marcata identità difensiva e nuove intenzioni offensive. Tuttavia, nei momenti topici, sono tornate indietro attaccandosi alla loro coperta di Linus: controllo difensivo, solidità mentale. Una dimensione su cui l’Atletico è praticamente imbattibile. In più, i giocatori dell’Atleti avevano sempre la possibilità di alzare la testa, trovare soluzioni e andare in verticale, mentre la Juve – come ha dichiarato Pirlo nel post-partita – giochicchiava, dava l’impressione di non avere un piano per vincerla ma solo per controllare la gara, e quando giochi in casa dell’Atletico “controllare” è impossibile.

 

 LE CHANCE DI RIMONTA  

Conte: Questo controllo da parte della Juve però non c’è stato, nella ripresa c’erano segnali chiari del fatto che la Juve sarebbe potuta uscire indenne dal Wanda solo per alcune casualità e alla fine il risultato ha rispecchiato la logica del campo. Credo però ci sia una cornice in cui inscrivere questo KO perché, al netto della forza della Juve – che ritengo tuttora tra le top 4 in UCL- l’Atletico in casa ha subito 1 solo gol nelle ultime 15 gare casalinghe, 14 clean sheet. Vincere o anche solo segnare in casa dell’Atleti è un’eccezione statistica e la Juve non è riuscita laddove anche altre squadre forti hanno fallito. Il vero problema, al di là della prestazione, è aver preso un gol di troppo, rimontarne uno sarebbe stato tutt’altro che impossibile, perché c’è un Atleti in versione casalinga e un Atleti molto diverso in trasferta, rimontare due a questo Atletico è invece molto complesso.

Manusia: L’anno scorso la Juve è andata vicina ad un vero miracolo al Bernabeu, rimontando 3 gol prima dell’episodio finale, ed era un’impresa più ardua. L’Atletico ha una gara apparecchiata, di contenimento, e con la possibilità di fare il gol che chiude la sfida. Però se la Juve riesce a spostare l’inerzia della sfida l’Atletico potrebbe avere difficoltà ad arginare una Juve in modalità “pieno assalto”. Se la sfida tornasse poi in equilibrio non è detto che l’Atletico riesca ad attaccare con la stessa efficacia di quando deve difendersi e ripartire.

 

 LE SCELTE DI ALLEGRI  

Conte: Allegri non è una persona lunare ed è il primo a voler vincere questa Champions, è evidente che se rinuncia ad un calciatore, anche molto forte, ha una motivazione importante, e forse ritiene Cancelo a rischio di alcune pericolose distrazioni in difesa, decisive in quel contesto.

Atturo: E’ stata una scelta conservativa. Forse Allegri aveva paura di Diego Costa e dei suoi tagli da sinistra e De Sciglio è stato più vicino ai centrali, con l’idea di contenerlo. Questo tipo di scelta in un contesto difficile mentalmente però dà un segnale negativo. Tenendo fuori Cancelo, e definendo con De Sciglio ed altre scelte una specifica identità con limiti tecnici, Allegri ha accettato la battaglia psicologica alla pari con l’Atletico ed il loro contesto: non vengo a casa tua per segnare ma gioco con le tue stesse armi di solidità, e perdo. La svolta con Cancelo sarebbe stata: so che hai la miglior difesa al mondo, ma schiero il miglior terzino offensivo, ti attacco con Ronaldo e Dybala, ti faccio pesare la mia qualità, non accetto che tu mi entri sotto pelle. Come invece l’Atletico è riuscito a fare, con aggressività e qualità in ripartenza.

Manusia: L’Atletico ha qualità ma soprattutto un tipo di solidità costruita nel tempo. Anche Matuidi, Mandzukic e altri della Juve hanno una mentalità allucinante, ma non basta metterli insieme per pareggiare quel livello di solidità che l’Atletico ha costituito nel tempo, se si pensa che l’uomo che ha giocato meno con Simeone è Griezmann, al suo quinto anno col Cholo. Rodri ha fatto le giovanili all’Atletico (come Morata), i vari Koke, Saul, dalle giovanili sono imbevuti di quel mondo e quella mentalità dell’Atletico, esaltata da quello che viene definito “Cholismo“, un impasto di aspetti tattici, tecnici e mentali. Allegri ha provato a replicare quella solidità e restare in gioco, per poi magari provare a segnare o vincerla con la furbizia, pensando magari a qualche cambio in corsa.

 

 LA GARA DI RONALDO  

Conte: Era un’idea legittima perché hai Ronaldo, il giocatore che ha pesato di più nelle ultime UCL, e non è un peccato pensare di sfruttare anche le giocate di un uomo decisivo, in una gara di marcato equilibrio. Però Ronaldo è mancato in quella gara. C’è il tema della squadra che non lo ha assistito e messo in grado di far valere e rappresentare le sue qualità, però Ronaldo ha deluso.

Manusia: Va rimarcata la prestazione negativa di altri singoli, vedi Bonucci che ha dato la sensazione di non essere più al suo livello, almeno in area. Cristiano al Real negli ultimi anni era più centravanti e molto gestito negli impegni, ora gioca ogni partita venendo a fare gioco tra le linee o sulla fascia, ha voglia di essere protagonista, però non ha più quella esplosività fisica dei suoi primi anni e ha maggiori difficoltà nel saltare l’uomo a palla coperta, nell’entrare in linee chiuse come quelle dell’Atletico. Ronaldo è il giocatore più forte di sempre senza palla, con i suoi incredibili e ripetuti tagli, ha un talento senza palla che equivale a quello di Messi con la palla. Alla Juve invece ha spesso la palla tra i piedi, viene incontro, con un lavoro fisico dispendioso e poi le sta giocando anche tutte.

Atturo: In effetti ci si aspettava che Ronaldo si gestisse molto in campionato puntando sulla Champions e invece le ha giocate tutte, anche in Coppa Italia e non è chiaro se sia lui sembra proprio lui a volerle giocare o se è Allegri a non voler mai rinunciare a lui.

Manusia: Allegri ha detto “Dybala ha bisogno di Mandzukic; Ronaldo ha bisogno di Mandzukic e Ronaldo non esce mai”, una cosa del genere, come se l’utilizzo di Ronaldo in effetti non dipendesse del tutto da lui.

 

 IL GIUDIZIO SU ALLEGRI E IL SUO FUTURO  

Manusia: Molti tifosi, dopo 5 scudetti (o quasi) e 4 Coppe Italia dicono che Allegri è un “bluff”…

Conte: E’ quasi volgare mettere in discussione un allenatore che viene da 5 anni del genere ed è surreale che si parli di fallimento per un mister che rischia di vincere uno scudetto a Marzo. Il mio unico punto di dubbio su di lui resterà la gestione di Dybala perché passano gli anni e si fatica ad individuare la precisa casella valoriale in cui inserirlo, perché ha un percorso difficile da leggere, non è sbocciato come era lecito attendersi. Resta il dubbio di capire come sarebbe andata con un altro allenatore.

Manusia: Pur non essendo un dogmatico, alla Guardiola, alla Sarri, Allegri ha una sua eccentricità in alcune scelte molto insolite per le quali se ti riesce il “numero” va tutto bene, altre volte invece queste scelte strane non hanno funzionato. Trovo interessante il fatto che abbia principi validi senza schematismi, mi piace la sua idea di un calcio come associazione di calciatori che non hanno compiti o movimenti precisi, ma in cui si creano connessione spontanee anche fluide e brillanti. Anche io trovo però che Allegri, che di solito riesce a valorizzare le caratteristiche dei suoi, abbia posto Dybala a Madrid in una situazione difficile in cui il suo talento -decisivo in altre gare importanti- allontanato dalla porta non è riuscito ad emergere.

Atturo: Allegri è un tecnico molto peculiare, pieno di contraddizioni e di opposti filosofici, con scelte e dichiarazioni contraddittorie, ma alcune sue decisioni, quasi scaramantiche, mistiche, finora gli hanno dato sempre ragione. Se quest’anno fallirà, uscendo con l’Atletico, pare logico che la Juve possa cambiare questo ciclo, ormai esaurito, e che comunque, grazie ad Allegri ha comportato non un passo avanti, ma tre passi nella crescita anche europea.

Atturo: Chi lo può sostituire? La butto lì, Carrera!
Conte: Io ho un solo nome: Zidane! Anche se ormai con questo clima anche lui dopo i primi risultati negativi sarebbe costretto a lasciare il paese…
Manusia: Immaginate invece Guardiola alla Juve quale discussione esplosiva porterebbe in Italia..
Conte: Nooo, Guardiola no dai, per me sarebbe un colpo tremendo vederlo alla Juve!!

 

Si ringrazia il podcast “La Riserva” per la collaborazione.