Atalanta-Juve il 30 gennaio: la prima linguaccia e l’ultimo rigore parato

di Nevio Capella |

buffon

Per il secondo anno di fila è Atalanta-Juve in Coppa Italia, nella gara secca dei quarti. Lo scorso anno proprio il 30 gennaio si disputò l’andata della semifinale, uno dei tre precedenti nella stessa data: nel 1966 a Torino in campionato pari in extremis con gol di Sandro Salvadore e altre due gare disputate sempre a Bergamo.

Nel 2005 la prima Juve di Capello, Campione d’inverno, si presenta a Bergamo con molte defezioni.  Nonostante i bergamaschi navighino in zona retrocessione, la gara è ostica ed è sbloccata da un bel gol di Ruben Olivera, meteora juventina che proprio quell’anno lascia traccia del suo passaggio a Torino, con un preciso lob che supera il portiere avversario.
La Juve vincerà 2-1 con un ininfluente autogol di Thuram nei minuti di recupero che segue di pochi minuti la seconda marcatura juventina, realizzata da Del Piero dagli undici metri.

La curiosità è legata proprio al raddoppio bianconero di Pinturicchio su rigore, perché è in quell’occasione che il 10 bianconero per la prima volta festeggia tirando fuori la celebre linguaccia, da quel giorno esultanza ufficiale di tutti i suoi gol, fino all’ultimo segnato proprio contro la Dea, in quel famoso 12 maggio del 2012. Sembra quasi che Alex faccia quella smorfia per ironizzare su un rigore battuto male eppure trasformato.

 

Capita spesso di imbattersi in cenni storici che associano la prima linguaccia di Del Piero ad un Inter-Juve deciso da Alex su di punizione, gara giocata però un anno dopo questo precedente di Bergamo.

Stessa data, stessa partita, stesso stadio, l’anno scorso, 13 anni dopo.

All’”Atleti Azzurri d’Italia” arriva la Juventus dei 6 scudetti consecutivi che pochi mesi prima aveva faticato a Bergamo in un 2-2 tra polemiche infinite, gol annullato al VAR, rigori sbagliati e tanti rimpianti per un pareggio arrivato dopo essere stati avanti di due gol.

E’ un gelido martedì sera, stadio ghiacciato avvolto da una fitta nebbia che sembra mettere addirittura a repentaglio la partita che invece viene sbloccata subito da una classica giocata di Gonzalo Higuain e mantenuta sul 1-0 dalla signora (in giallo per l’occasione) fino al fischio finale.

In mezzo, il momento clou per cui la partita sarà poi ricordata, casualmente ancora un rigore.

Gigi Buffon, che ha compiuto 40 anni da 24 si prende la briga di compiere l’ennesima prodezza della sua infinita carriera, di ritorno da un infortunio fastidioso che lo ha tenuto fuori per due mesi, dopo le lacrime per la mancata qualificazione ai Mondiali e con le voci relative al suo addio alla Juve e al calcio.

Polemiche, pensieri e fantasmi che nulla possono  per impedirgli di ribattere il tiro dagli undici metri del Papu Gomez e fargli guadagnare per l’ennesima volta la palma di eroe della serata.

Tutti sanno come è poi finita quella coppa Italia, come il campionato della prima linguaccia di Del Piero.

Stasera la Juve scende in campo per alzare di un’ulteriore tacca l’asta dei primati e chissà che al prossimo Atalanta-Juventus che si disputerà il 30 Gennaio non ci ritroveremo a raccontarne l’episodio che lo ha caratterizzato.