Atalanta-Juventus 2-2: bisogna essere sempre squali

di Fabio Giambò |

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Non sempre si può vincere, e ci mancherebbe, va bene tentare di non perdere quando non si può arrivare al massimo della posta, però l’amaro in bocca che resta dopo il pareggio con l’Atalanta va al di là: va al di là perché manca qualcosa a livello di nervi a questa squadra, forse troppo educata come mister Allegri a fine partita ai microfoni di Sky, in questo mondo di lupi non ci si può permettere un atteggiamento così. Un atteggiamento eticamente impeccabile, anche perché poi succede quel che succede, però uno squalo deve fare lo squalo. Sempre. Chiusa parentesi.

Non si è vinto, dicevamo. Non si è vinto perché è successo quello che si era già visto nelle ultime settimane: questa Juve non è brillante nel gioco, fisicamente è un enigma perché sembra in difficoltà, ma poi esce alla grande sulla distanza, e se capita la serata storta a qualcuno di quelli che sa risolverla da solo, finisce per venir fuori una partita difficile. Il campo di Bergamo non è facile di suo, quando hai Ronaldo fuori diventa un po’ più complicato, quasi irreparabile se i Dybala e i Douglas Costa steccano: e questo sta diventando un problema, perché non ci si può affidare sempre alla casualità, al colpo del singolo, dello stesso singolo. Non è successo niente di irreparabile a livello di risultati, parliamoci chiaro, forse sono solo sfoghi a caldo, però asciughiamo le prime goccioline prima che si venga investiti dalla tempesta senza che ci si renda conto che questa sia arrivata.

Ad oggi due sono gli insostituibili: Giorgio Chiellini e Cristiano Ronaldo, senza questi non si canta Messa. Davanti abbiamo già detto, dietro basta guardare i gol presi, soprattutto il primo di Zapata. Non si spari sulla Croce Rossa, non si spari sul conducente dell’ambulanza, tal Leonardo Bonucci. Rimboccarsi le maniche, guardare a sabato e chiudere il 2018 come meglio non si potrebbe: al resto si penserà con immutata fiducia nel lavoro di un gruppo che più soddisfazioni di quelle regalateci ad oggi, è difficile che le dia.