Atalanta-Juventus 1-3: tu ti arrabbi, io vinco

di Fabio Giambò |

centravanti

E’ sempre la solita storia, dovremmo essere ormai abituati, ed invece succede che alla fine si trova sempre modo di gioire nonostante prestazioni non proprio esaltanti: la “fantastica Atalanta”, come sono “fantastiche” praticamente tutte le squadre che giocano contro la Vecchia Signora, gioca e ci prova, fa una bella figura, meriterebbe anche di più nel particolare, ma si finisce a cercare alibi a destra e a manca. Il perché è presto detto: la Juve vince, sempre, ancora una volta.

Dicevamo di una prestazione non esaltante: si comincia anche abbastanza bene, ma dopo un quarto d’ora i nerazzurri prendono il controllo del terreno di gioco, ci pensano Szczesny e De Ligt a mettere le pezze giuste nei momenti giusti, un pizzico di fortuna quando i tocchi di mano diventano inevitabilmente protagonisti, come la traversa che colpisce Barrow sul rigore, l’insolitamente distratto Cuadrado regala spazio e gol a Gosens. E’ qui che sembra uscire dalla polvere l’insolitamente nervoso Dybala: suona la carica, trascina la squadra, non è un caso che da una sua iniziativa nasce la confusione in area trasformata in gol da Higuain. Poi il caos, la rabbia altrui, l’ignoranza di chi non conosce la fisica e le regole, e Higuain ci piazza dentro un’altra zampata, ancora su giocata architettata da Dybala e rifinita da quel Cuadrado di cui prima.

L’esaltante 1-3 della Joya è la ciliegina sulla torta del weekend che per quanto ci riguarda si è già concluso qui, a prescindere da ciò che succederà altrove: testa all’Atletico Madrid, c’è un primo posto nel girone di Champions League da portare a casa.