Assemblea azionisti: Agnelli su Report, presente e futuro della Juventus

di Willy Signori |

Per vari motivi l’assemblea degli azionisti di Juventus FC era particolarmente attesa.
Molti i temi sul tavolo, molti i cambiamenti all’orizzonte.

Alle ore 10 il presidente Andrea Agnelli ha tenuto il suo discorso affrontando questi punti:

1) La questione Report/striscioni su Superga

Agnelli ha ribadito l’estraneità dei quadri dirigenziali al riguardo.

Queste le sue parole:
“Una trasmissione televisiva ha riportato fatti acclarati in ogni sede. La Juventus è stata sanzionata dalla giustizia sportiva per due motivi:
1) aver venduto biglietti in numero superiore rispetto a quanto previsto dalla legge Pisanu;
2) Il nostro responsabile della sicurezza Alessandro D’angelo avrebbe favorito l’ingresso di materiale non autorizzato.
La Juventus rispetta alla lettera le procedure previste e non può permettere che la nostra società sia associata al bagarinaggio e Alessandro D’angelo non ha favorito l’ingresso di striscioni “canaglia”, come già li avevo definiti, lo prova la sentenza della Corte Federale d’Appello e gli autori di quello striscione furono consegnati alla giustizia e sono rei confessi. Ogni altra affermazione è falsa e sarebbe ora che chi si esprime su questi fatti tenesse conto delle sentenze.
La Juventus, quindi, nella persona del suo presidente, smentisce fermamente la ricostruzione proposta dalla redazione di Report, indicando dati di fatti oggettivi quali la sentenza della Corte Federale d’Appello, non citata sul punto nella trasmissione di Rai 3: tuttavia non lascia intendere che ci saranno strascichi legali al riguardo. Il tema “querele” è sempre delicato (talvolta non avere ragione per vincerle, e possono diventare autogol), ma in questo specifico caso crediamo che sarebbe opportuno intervenire giudizialmente, vista la delicatezza del tema trattato e la gravità di quelle accuse.

2) Passato e presente

Queste le parole del presidente “Si è deciso di conferire maggiori responsabilità a risorse già presenti in azienda che in questi anni hanno ottenuto risultati eccezionali, Il modello organizzativo di Juventus non cambierà e si fonderà sempre su tre pilastri: ricavi, servizi, area sport“.
Dopo aver ringraziato Giuseppe Marotta e Aldo Mazzia per il lavoro svolto in questi anni ha indicato quindi i loro successori:
L’Area Sportiva sarà affidata a Fabio Paratici, l’Area dei Servizi a Marco Re e l’Area Revenue a Giorgio Ricci.
L’Area Servizi avrà il compito di fornire all’Area Sportiva e all’Area Revenue le risorse necessarie per perseguire i propri obiettivi. L’Area Revenue dovrà consolidare il ruolo di potenza mondiale, non solo sportiva, ma anche economica, della società. La Juventus non è formata da tre persone, ma è composta da un gruppo di donne e uomini che lavora ogni giorno per permettere alla squadra di vincere sul campo“.

In breve, un ringraziamento a chi ha dato un grande aiuto in questi anni, ribadendo la totale fiducia in chi è rimasto, ha ottenuto i risultati e ora ha l’onere e l’onore di pedalare, perché se vogliamo essere un club tra i top europei e mondiali bisogna crescere ovunque, prendendo consapevolezza di chi stiamo diventando.

3) Crescita del movimento calcistico nazionale 

Il calcio deve unire. Il calcio non è politica. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo: far crescere il movimento e vedere le squadre italiane vincere in Europa e nel mondo. Abbiamo bisogno di armonia attraverso una visione strategica d’insieme.”

E’ una vecchia battaglia del presidente: se il calcio italiano è unito e crescono anche le rivali, sarà più facile anche per la Juve aumentare ricavi, attenzione e considerazione a livello internazionale. Una visione illuminata, ovviamente mai concretamente condivisa da un calcio in cui ogni presidente non sa guardare più in là rispetto al proprio orticello.

4) Cristiano Ronaldo

Sapere che il giocatore più forte al mondo sceglie la Juventus è un motivo di grandissimo orgoglio. Averlo con noi aiuterà sicuramente a ottenere gli obiettivi prefissati

Orgoglio, dunque. Ma anche un appello implicito a tutti: abbiamo il più forte del mondo, siamo felici, ora dobbiamo trottare (in campo e fuori) per fare rendere al meglio questo investimento.

5) Calcio europeo

Da poco più di un anno Agnelli ricopre il ruolo di presidente dell’ECA, al riguardo della direzione che i grandi club europei stanno prendendo ha detto “come ECA abbiamo una visione congiunta con UEFA e si lavora con armonia e stima reciproca. È in questo modo che si possono trovare soluzioni congiunte.
Per quanto riguarda il calcio europeo, il formato della Champions League dal 2021 al 2024 non cambierà. Per quanto riguarda l’Europa League, l’obiettivo era l’allargamento a più squadre. Dopo molti confronti si è deciso di dare vita a una terza competizione. In questi mesi si definirà l’offerta commerciale e si sapranno maggiori dettagli. Il calcio è regolato dal calendario internazionale e oggi è definito fino al 2024. C’è però un enorme disordine ed è volontà dei club armonizzare i vari tornei confederali negli anni pari e nei mesi estivi. Dal 2024 in poi si dovrà garantire ai calciatori un mese di riposo completo almeno negli anni dispari e razionalizzare le date di rilascio degli atleti alle Nazionali, FIFA sta facendo proposte di nuove competizioni, ma si deve partire dalla base, cioè dal calendario internazionale dopo il 2024. In questo momento i rapporti sono tesi“.

Fino al 2024 c’è poco da fare, dunque, però al momento Agnelli evidenzia il disordine e la voglia di armonizzare i vari tornei: ci vuole un mese di riposo, date più razionali e uniformi. Purtroppo, prima del 2024 resterà tutto così. Ma intanto, così fa capire, ha già la testa a quella data.