Aspettando Rabiot, con calma e fiducia

di Stefano Francesco Utzeri |

Nuovo giro, nuova corsa. O meglio nuova sosta per le Nazionali, nuova polemica costruita intorno all’ambiente Juventus. A settembre fu il turno dell’esclusione di Emre Can dalla lista per la Champions League, che si sfogò davanti ai microfoni della stampa tedesca dal ritiro della Mannschaft.

Oggi è il momento di Adrien Rabiot, o meglio del malcontento di Veronique, vulcanica madre-agente del centrocampista ex PSG. Le voci vorrebbero Adrien e madre scontenti del poco minutaggio riservatogli da Maurizio Sarri in queste prime 9 gare stagionali, e la ripresa di una spasmodica ricerca di una nuova sistemazione con il fantomatico interessamento del Barcellona. Tutto molto artificioso, Rabiot ha finora giocato poche gare, nelle quali ha senz’altro un parte deluso le attese, ma per le quali ha sicuramente delle attenuanti.

Tanti fattori hanno bloccato finora l’utilizzo di Rabiot da parte del tecnico bianconero. Il calciatore classe 1995 ha vissuto un periodo molto lungo di inattività, nel quale ha potuto solo allenarsi autonomamente, ben 9 mesi senza scendere in campo in una partita ufficiale. Questo elemento, più volte sottolineato da Maurizio Sarri durante conferenze ed interviste, è l’attenuante principale in questa fase da parte di entrambe le parti, la difficoltà di Rabiot nell’imporsi e lo scarso impiego da parte del tecnico toscano.

Il fisico e le caratteristiche atletiche del calciatore inoltre ne stanno rallentando la ripresa della miglior condizione atletica, non è un caso infatti che nelle sue presenze, in particolare da titolare contro Brescia e Verona, Adrien ha migliorato la continuità e la qualità della propria performance nel secondo tempo come se avesse ancora necessità di sciogliere le gambe appesantite dalla preparazione estiva e dalla ripresa del ritmo gara.

Difficile al momento immaginare Rabiot lontano dalla Juventus, solo 2 mesi sono un periodo troppo breve perché società e soprattutto tecnico, che non ha mai fatto segreto di apprezzare le doti del francese, abbiano già tratto un bilancio negativo, sia per l’investimento fatto dalla società su un parametro zero (Rabiot peraltro è un pallino di Fabio Paratici ormai da anni, e difficilmente il CFO della Juventus mollerà il colpo dopo pochi mesi, quando ha atteso oltre 4 anni per assicurarsi il calciatore transalpino) sia per quanto riguarda la l’investimento tecnico dell’allenatore che lo ha inserito nella lista Champions nonostante l’ex calciatore del PSG non fosse immediatamente pronto.

Ogni paragone con l’inserimento più rapido di Aaron Ramsey fa da sfondo a queste voci, ma l’inconsistenza del paragone sta nello “storico”; stesso dei due calciatori. Per età, esperienza, impiego nell’ultima stagione nel precedente club e posizione in campo, il gallese aveva sicuramente più possibilità e strumenti per imporsi da subito in maglia bianconera. Se da una parte Rabiot ha da conquistare una maglia da titolare ai danni di un Blaise Matuidi fino ad ora perfetto nell’interpretazione dei movimenti delle mezzali della Juventus di Sarri, dall’altra Ramsey aveva la possibilità di imporsi in diverse posizioni, come è appunto accaduto con l’impiego dietro le punte nel centrocampo a rombo ideato da Sarri dopo la rinuncia forzata a Douglas Costa e al tridente offensivo.

Aspettando Rabiot, dunque, possiamo essere assolutamente sicuri che la sua posizione nella rosa bianconera non è ancora in discussione, tantomeno per un fantomatico trasferimento al Barcellona, che ad oggi tiene fuori addirittura in certo Ivan Rakitic. Ci vediamo presto in campo Adrien, al tuo miglior livello.

En Attendant Rabiot!


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