Aspettando “el diez”…

di Gianlorenzo Muraca |

Più di metà stagione se n’è volata via, portando con sé fatiche e tanti inciampi, ma anche grandi vittorie e bei traguardi. Siamo (non troppo) lontani dalla vetta del campionato, abbiamo vinto la Supercoppa, raggiunto la finale di Coppa Italia e gli ottavi della Champions League (nei quali ci restano ancora 90 minuti per dire la nostra). Tutto ciò senza il nostro numero 10.

Di fatto, quest’anno Paulo Dybala non lo abbiamo mai visto. Quello vero, intendo. È comparso in campo per 861 minuti il fratello scarso, di cui ricordiamo un assist di tacco a San Siro degno del suo sangue e pochissimo altro. Poi, il 10 gennaio, ci ha lasciato anche lui.

La continuità non è mai stata il pezzo forte del repertorio dell’argentino, che nei suoi sei anni in bianconero ha alternato affreschi degni della Cappella Sistina ad opere da MoBa, avendo la straordinaria capacità di essere paragonato a Messi il mese prima ed esser messo in discussione – scusate il gioco di parole – quello dopo.

Le sue lunghe pause hanno talvolta fatto storcere il naso ad allenatori, tifosi e dirigenti, che non lo hanno mai fatto sentire un punto fermo della Juventus, mettendolo nelle condizioni di scendere in campo sempre per dover dimostrare qualcosa. Posizione scomoda, anche per un fuoriclasse come lui. Perché è di un fuoriclasse che stiamo parlando, se per caso a qualcuno non fosse chiaro. Chi pensa che Dybala sia un giocatore “normale” probabilmente non rinnova l’abbonamento a Sky dal 2015.

Nonostante i suoi numerosi stop, molti dei quali per infortunio, c’è il timbro del diez in gran parte dei successi bianconeri degli ultimi anni e non riconoscerlo sarebbe ingeneroso nei confronti di un calciatore che alla Juve ha dato tanto, molto più di altri. Anche chi lo ha (legittimamente) criticato nel corso di questa stagione sa che il suo talento ha spesso risolto e fatto sembrare facili partite che non lo erano e che la sua assenza, sotto quest’aspetto, si sta facendo terribilmente sentire. Alla Juve di Pirlo manca proprio un numero 10 a dare quel pizzico di genialità e imprevedibilità di cui nessuna squadra può fare a meno. 

Ma il problema al ginocchio non sembra ancora completamente smaltito e il momento in cui rivedremo il numero 10 che si illumina di verde sul tabellone del quarto uomo è stato nuovamente posticipato. “Le condizioni non migliorano, non è pronto“, così un Pirlo glaciale in conferenza, che tanto mi ha ricordato i suoi predecessori quando rispondevano su Douglas Costa.

I 20 giorni di stop son diventati il doppio (e forse anche di più), bisognerà aspettare ancora, ma il tempo stringe e la Juve con Dybala continua ad essere un “What if…?”, un desiderio frustrante di cui vorresti liberarti, ma non ci riesci mai. Inutile ipotizzare l’ennesima data che non verrà rispettata, l’unica certezza ad oggi è che il 10 non è ancora tra noi.

Con la testa ai prossimi impegni e ben lontana da ottimistiche aspettative sul rientro in campo di Dybala, possiamo solo lanciare un appello: caro Paulo, hai tre mesi per tornare e riprenderti la Juve, o per non farlo e lasciarla per sempre.