#askJVTB – Mattia Perin

Il nuovo botta e risposta inter nos di Juventibus: Giacomo Scutiero pone le domande sull’argomento della settimana, un collaboratore a rotazione risponde.


 

Giacomo Scutiero➜ Tecnicamente, chi abbiamo in porta con Szczesny e chi avremo con Perin?
Dario Pergolizzi➜ Pur essendo due profili diversi, non li vedo complementari. Possiamo trovare un anello di congiunzione tra i due nella mancanza di innovazioni particolari nello stile di gioco: sono entrambi giocatori venuti alla ribalta grazie ad un consolidamento delle tecniche classiche – o meglio, contemporanee – di parata, uscita, lancio e respinta; nessuno dei due predilige particolarmente il blocco della sfera, optando per respinte di pugno sulle uscite alte in caso di cross.
Per quanto riguarda le uscite basse, i due non sembrano propensi all’utilizzo della tecnica della croce iberica, che ha preso piede negli ultimi anni tra i portieri europei; entrambi aggrediscono in uscita sul pallone in maniera però differente, l’italiano è ancor più diretto del polacco.

 

Giacomo➜ Perin compensa le debolezze di Szczesny? E a sua volta, quali mancanze ha?
Dario➜ È interessante notare come Szczesny sia un portiere più essenziale, asciutto, ottimale nelle parate sulla figura e che forse fatichi un po’ di più nella lettura delle palle dalla distanza e nei salvataggi in estensione; mentre Perin, complice anche la sua tecnica che prevede il non andare mai a terra fino all’ultimo momento utile, mantenendo un baricentro anche abbastanza alto, riesce ad agguantare più frequentemente palloni che sembrano imprendibili.

 

Giacomo➜ Per una formazione come la Juve, in un campionato come la Serie A, è meno peggio schierare un portiere imperfetto nell’avvio d’azione o nel gioco aereo?
Dario➜ Penso che per la Juve, non essendo abituata a sfruttare più di tanto il portiere quale uomo aggiuntivo in costruzione, l’importante sia schierare un portiere che dia fiducia ai difensori. I due questa fiducia la prendono in maniera diversa: c’è un passaggio di Allegri che fa notare come con Szczesny i compagni si sentissero fin troppo calmi nel giocarla all’indietro, pur essendo il polacco semplicemente pulito nella distribuzione, e non epicentro produttivo. Perin è meno pulito nella circolazione, ma si è sempre fatto rispettare ed ascoltare dai compagni di reparto grazie al suo carisma ed al coraggio, che si riflettono anche nel modo in cui affronta le situazioni di uno contro uno.

 

Giacomo➜ Quante presenze conterà Perin nella stagione 2018/19 e quante nella stagione 2019/2020?
Dario➜ Nel 2018/19, conoscendo l’ambiente juventino, è molto difficile che almeno il 60% delle presenze non siano giocate dal portiere della Polonia.
Nel 2019/20, conoscendo l’ambiente juventino, è molto difficile che il portiere titolare non sia quello dell’Italia.

 

Giacomo➜ Domani, con la mentalità e la preparazione odierne, Perin potrebbe giocare un ottavo di finale di Champions League contro il Real Madrid?
Dario➜ Non ci vedrei nulla di fuori posto in Perin titolare in un ottavo di finale.