L’ascesa e la fine del Marottismo

di Roberto Nizzotti |

Con l’avvento del coronavirus e i disagi che questo ha portato allo sport italiano, calcio in primis, abbiamo avuto modo di veder nascere, in questa terra di pensatori, una nuova pagina della cultura italiana, una nuova corrente di pensiero, un pensiero a corrente alternata, il Marottismo.

Il Marottismo è stato fondato dal fine pensatore Giuseppe Marotta da Varese alla fine del febbraio dell’anno 2020, movimento nato con lo scopo di difendere gli interessi del suo Signore, quello rappresentato dal simbolo araldico del dragone cinese dai colori nerazzurri residente a Milano, movimento  che fin da subito raccolto moltissimi seguaci.

Il Marottismo, con il fine ultimo e unico di far si che gli interessi del proprio Signore possano avere la priorità su tutto, si destreggia con grande abilità nell’arte della comunicazione, formulando pensieri che hanno la peculiarità di smentirsi a vicenda in un tourbillon di comunicati che hanno lo scopo di creare quella confusione, che porta la mente di molti a pensare, con l’aiuto di alcuni esperti del mondo comunicativo che accolgono sempre volentieri questo tipo di movimenti di pensiero, che il vate Marotta possa essere la reincarnazione del bene tornato a combattere quei male che, come sempre, viene dai più rappresentato dal feudo sabaudo rappresentato dal simbolo araldico della zebra rampante, il suo precedente padrone. Insomma, una conversione sulla via di Damasco agli occhi del popolo pallonaro italico.



Il Marottismo nasce in questa situazione di incertezza e caos che rappresenta il terreno migliore per svilupparsi, per attecchire e risvegliare una forma mentis, quella del Dragone cinese nerazzurro, mai scomparsa ma solo assopita in questi anni di vacche magre vissuti dal feudo.

Una forma mentis che punta al complottismo, al vittimismo cronico, all’individuazione del male a giustificazione dei propri continui fallimenti.

Il Marottismo, come tutto, avrà una sua fine e questa avverrà presumibilmente quando la zebra sabauda tornerà a dimostrare al mondo la sua superiorità netta e chiara, tacitando così il vate Marotta, il suo padrone e i loro seguaci che torneranno nell’oblio del calcio italico.


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