Arthur, croce e delizia del centrocampo, del presente e del futuro

di Andrea Mangia |

Forse estemporaneo, forse fuori tempo, in una fase delicatissima della stagione in cui la Juventus si gioca il suo futuro: dalle notizie che circolano ammetto di essere molto preoccupato, per almeno il terzo anno di fila, per le sorti del centrocampo. Reparto debole e mal assortito, un disastro sul quale, risorse permettendo, si potrebbe rimettere mano pressoché integralmente, facendo tabula rasa e ricongegnandolo a dovere. Sono drastico ed esagerato, lo so, ma il nostro centrocampo ha un problema enorme, rappresentato paradossalmente dal suo giocatore migliore, oggi, ovvero Arthur Melo.

“Infortunio” col Benevento a parte, Arthur è un giocatore di sicuro valore, che a me piace, per caratteristiche tecniche. I problemi legati ad Arthur si intersecano con quelli legati al futuro del reparto, sia da un punto di vista tattico che di uomini.


Il primo problema è il suo prezzo: messo a bilancio per 72 milioni + bonus sull’altare delle plusvalenze, praticamente INVENDIBILE a meno di operazioni di contabilità creativa che “estate 2020 scansati proprio!”, al 99% Arthur resterà alla Juve anche la prossima stagione. E ciò non è necessariamente un male, perché il brasiliano sa giocare a pallone, su questo non ci piove.


Il problema ulteriore è di natura tattica, poiché Arthur vincola terribilmente le scelte: dopo un anno, non si è ancora capito in quale ruolo giochi. Auto-professatosi mezz’ala, è stato pressoché sconfessato da Pirlo, sia a parole che nei fatti, dal momento che, quest’ultimo, nel suo pur nebuloso concetto di centrocampo, lo fa agire quasi sempre da play che si abbassa quasi sulla linea dei difensori a ricevere palla per fare gioco.


Arthur non può, a mio parere, giocare da mezz’ala, almeno in Italia, poiché dovrebbe coprire porzioni di campo troppo ampie, assolutamente non nelle corde del brasiliano e, possibilmente, avere nei piedi qualche gol. Il regista davanti alla difesa, sempre all’italiana, presuppone un’innata capacità di interdizione che al brasiliano sembra mancare. In questo Pjanic, sotto la guida Allegri, aveva fatto un enorme (e spesso sottovaluto) salto di qualità, perdendo però in capacità di verticalizzazione, circostanza per la quale veniva invece spesso criticato. Necessiterebbe un grande sforzo da parte del brasiliano in questo senso. Analizzato singolarmente Arthur, è complicato pensare a un centrocampo futuro che vada a tappare le numerose falle attuali. Al reparto bianconero mancano contemporaneamente fisicità, capacità di inserimento, di sviluppare gioco e gol, quando abbiamo la palla tra i piedi, così come la capacità di correre all’indietro e di pressare alto, quando la palla la hanno gli altri.


La domanda da porsi è dunque la seguente: premesso che Arthur titolare non è un dogma immodificabile, ma comunque 72 milioni di euro in panchina farebbero girare le scatole non poco, qual è l’idea di centrocampo che possa far rendere al meglio il brasiliano?


L’impressione è che più la squadra è corta e più Arthur può essere facilitato nel suo gioco. Che sia una squadra che pressa altissimo o una squadra che si abbassa per ripartire, l’impressione è che le mezze misure ed i reparti che si allungano non giovino al brasiliano, abituato, tra l’altro a giocare con passaggi di corto raggio. In tutto questo all’orizzonte sembra stagliarsi un’ombra ormai considerata come il primo sicuro acquisto dell’estate: Manuel Locatelli, giocatore cresciuto molto nelle ultime due stagioni e profilo che indubbiamente piace a Madama. Ma considerando ciò che alla Juve serve oggi e le limitate risorse, siamo sicuri che possiamo permetterci Arthur e Locatelli nello stesso centrocampo (titolare)? Io, onestamente, pur con caratteristiche diverse, li vedo alternativi, senza contare che in un centrocampo a 3, le loro caratteristiche (ed anche i loro difetti) si andrebbero parzialmente a sovrapporre anche a quelle di Bentancur.


La mezz’ala dinamica poi, chi la farebbe? McKennie? Ha fatto bene, nonostante l’annata infausta della squadra, finché è stato bene, ora vive di rendita per i primi mesi e ci si trincera dietro i problemi della squadra e un mai meglio chiarito “problema ad un’anca. Presentarlo come titolare inamovibile ai nastri di partenza la prossima stagione potrebbe essere un azzardo. Di fatto però, questo impigrito Bentancur in fase di recupero palla, anche lui bocciato da play basso e mai migliorato in fase realizzativa, rappresenta un punto interrogativo altrettanto elevato, in quella stessa zona di campo (mezz’ala destra). A noi servirebbe come il pane una tipologia di giocatore come Barella, grintoso macinatore di chilometri che segna anche 5/6 gol a campionato e non si estrae mai dalla lotta. Nei nostri tempi d’oro, noi avevamo un certo Vidal, e aggiungiamoci anche Marchisio, così, per farci del male.


E, lasciatemelo dire, il fatto di non aver avuto, da almeno 2 anni a questa parte, la chiara idea di QUALE fosse il centrocampo titolarissimo, è un errore ed un limite da non ripetere oltre. Ma, in questo senso, i presupposti non paiono rosei. E poi manca lui: IL centrocampista. Quello da ultimo passaggio, pressoché assente nella Juventus attuale, che sappia anche mettersi in proprio in fatto di gol e che apporti la fisicità che oggi manca al nostro centrocampo e che non migliora certo immaginando Arthur lì in mezzo. Giocatori di questo genere tendono a costare, ma il nostro centrocampo, attualmente, per la sua composizione è una sorta di puzzle complicatissimo che si completa con pezzi rarissimi.


Temo che la Juventus, la sua dirigenza, non abbia la forza, e per certi versi nemmeno il coraggio (anche quello di mettere in discussione le proprie, discutibili scelte in questi anni), di operare scelte così drastiche come quelle che invece la situazione imporrebbe. Non mi aspetto più di due innesti (purtroppo). E se uno, come dicono tutti, è Manuel Locatelli…beh, l’altro deve essere uno straordinario top player, per colmare in un colpo solo, tutte le lacune del nostro discutibile e deficitario centrocampo. Mai stato uno di quei nostalgici ossessionati dai cavalli di ritorno in questi anni, convinto che ci sia vita oltre gli ex giocatori bianconeri, ma è evidente che sono pochissimi i giocatori che potrebbero apportare quello che ci serve. Tralasciando la boutade Goretzka di qualche giorno fa, riportata in qualche tweet, la strada porta dritta a quei due finalisti dello speciale JB Challenge Centrocampista 2021/22, e non lo avete ancora visto, ve lo consiglio!

Con la situazione Arthur di così delicata gestione trovare compagni che ne valorizzino le qualità e sopperiscano ai suoi difetti, diventa fondamentale per il centrocampo del futuro.


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