Arthur è l’uomo giusto per la Juve: 5 evidenti motivi per sostenerlo

di Alex Campanelli |

arthur

Il nome di Arthur Melo non è di quelli che scaldano le piazze al primo impatto: il centrocampista brasiliano in forza al Barcellona non è tra i primi che vengono alla mente quando si pensa alle migliori mezzali del mondo, non segna molto e non regala assist a profusione. Eppure la figura di Arthur è probabilmente ciò di cui ha bisogno la Juventus di Sarri per compiere un’ulteriore salto di qualità, con buona pace di un Pjanic che nella nostra analisi diamo per scontato che sia alternativo al classe ’96 del Barça.

Quali sono i principali benefici che l’innesto di Arthur in luogo di Pjanic porterebbe alla Juventus? Proviamo a sintetizzarli in 5 punti:

1) come ottimamente illustrato da Stefano Borghi in questo consigliatissimo video, Arthur in campo “Vuole essere l’uomo a cui arriva il pallone (…) lui lo lavora, lo gestisce, intima i suoi tempi alla squadra e fa partire l’azione“. Un metronomo del genere, che sappia gestire il ritmo della squadra ed ergersi in ogni momento a punto di riferimento per i compagni, è esattamente ciò di cui ha bisogno la Juventus;

2) nell’ultima uscita stagionale sin qui abbiamo visto una Juve senza Pjanic e con Bentancur davanti alla difesa, quindi senza regista puro, una soluzione interessante la cui adozione porterebbe però Maurizio Sarri a scendere a grossi compromessi con il suo sistema di gioco. Con Arthur, una delle migliori mezzali di possesso in circolazione, la Juve sposterebbe la sua fonte di gioco sul lato, in maniera assimilabile al Real Madrid con Kroos, oppure il tecnico potrebbe provare a impostare il brasiliano come mediano di regia;

Non pensate che Arthur sia solo regia: la difficoltà nel rasoterra visionario con cui manda in porta Rakitic sta tanto nel pensiero quanto nell’esecuzione

3) 24 anni da compiere ad agosto, Arthur è nel miglior momento della sua carriera sin qui, assicurarsi un giocatore relativamente giovane in un ruolo così delicato potrebbe sistemare la mediana bianconera per parecchio tempo, dotandola di una nuova dimensione. Tra le principali accuse rivolte al centrocampo della Juve vi sono la lentezza, la mancanza di brillantezza e la poca freschezza atletica, tre qualità che la mezzala del Barça possiede su buoni livelli; l’unione tra la sua mobilità (non è rapidissimo, ma è sempre alla ricerca del pallone) e la sua lucidità nel gioco è probabilmente l’elemento che lo contraddistingue;

4) nonostante sia in Europa relativamente da poco tempo, Arthur non è un giocatore da sgrezzare ed è già abituato a diversi contesti e situazioni tattiche: ha giocato nella mediana a 2 sia con il Gremio che con il Brasile, con compiti di costruzione ma anche di copertura, ha giocato da mezzala di regia così come da centrocampista offensivo incursore, non esattamente il suo ruolo, e in tutte le posizioni ha mostrato di saper incidere sul gioco delle proprie squadre. Un calciatore già pronto, non una giovane promessa;

Il primo Clasico di Arthur, 2018: provate a trovare una scelta forzata o una giocata fine a sé stessa o che non porti vantaggio alla squadra.

5) Arthur è tutto l’opposto di un giocatore appariscente, che ruba l’occhio e finisce sulle prime pagine dei giornali. Al contrario, il brasiliano è un giocatore che tende a scomparire nel sistema, uno di quelli che fa sempre la cosa giusta nel momento giusto e con pochi tocchi, contribuendo a creare il contesto che permette ai giocatori offensivi di esprimersi al meglio in campo. Una volta calatosi nel gioco della Juventus, Arthur diventerebbe l’estensore del verso di Sarri in campo, quell’ingranaggio fondamentale che serve alla Juventus per diventare una squadra in grado di vincere la Champions League.


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