L’arte di vincere: l’attacco di Pirlo

di Juventibus |

Adattarsi o crepare, nel citatissimo “Moneyball” con Brad Pitt è la frase che dà la svolta.

A metà campionato con 57 punti a disposizione  -60 per Juve e Napoli- tutto è ancora in gioco e nessuna squadra sembra in grado di dominare. Ogni settimana si ha la sensazione che qualcuno prenda il largo, salvo poi essere smentiti 7, se non addirittura 3, giorni dopo.

Il campionato è anomalo, ridotta preparazione precampionato, zero test e gare ogni tre giorni hanno portato ad una classifica che rispecchia, forse ancor più del valore tecnico tattico delle rose, le capacità fisiche, di recupero e mentali delle squadre nel campionato più “compresso” di sempre.

In tutti gli incontri difficilmente si vede una squadra dominante, ma primi tempi a ritmo discreto e riprese con squadre allungate e occasioni a grappolo.
Da metà febbraio poi, praticamente solo l’Inter avrà una settimana piena per preparare l’incontro, vantaggio dal punto fisico, meno dal punto di vista mentale perché un passo falso diventerebbe più duro da smaltire, oltre all’abbondanza della rosa che, con un solo impegno più 3 eventuali incontri di coppa Italia, potrebbe creare malumori all’interno del club nerazzurro.

Adattarsi o crepare dicevamo, Pirlo, definito come teorico e dogmatico, da chi non l’aveva mai visto allenare, sta cercando di evolvere e di modificare l’assetto della sua Juve. Col passare delle giornate sta cercando di dare al gruppo più sicurezze e compiti chiari in maniera da mettere ognuno nelle condizioni migliori. La sfida per la Juventus, da qui a fine campionato, sarà quella di ruotare gli uomini a disposizione, cercando di mantenerli in uno stato psicofisico ottimale. Da qualche giornata a questa parte Pirlo ha introdotto delle varianti, non tanto al modulo in sé ma ai compiti e alle posizioni per poter ottenere da tutti i giocatori le migliori performance.

Oggi valutiamo il reparto d’attacco

 Ronaldo al risparmio in fase di non possesso 

Cristiano è stato esonerato completamente dalla fase difensiva, la famosa riaggressione alta viene fatta solo in alcuni momenti della partita, in fasi ben delineate. Nel restante tempo Cristiano rimane in posizione centrale da 9 ed ha il solo compito di direzionare il gioco degli avversari verso l’esterno del campo, dove difensori e centrocampisti hanno il compito di recuperare il pallone. L’idea è quella di preservarlo fresco e lucido per la fase offensiva. Attualmente il Portoghese sta lavorando molto a livello fisico in fase aerobica e di costruzione muscolare utile a prevenire gli infortuni, lavoro necessario ma che forzatamente gli toglie brillantezza, quando, come ogni anno a Febbraio, tornerà a lavorare sulla rapidità questo accorgimento tattico potrebbe renderlo letale.

 Kulusevski seconda punta  

Un po’ per le carenze in rosa, un po’ per le continue assenze di Dybala, Pirlo ha spostato lo svedese più vicino alla porta. Questa soluzione, impegna tatticamente meno Kulu, che sembra più libero di esprimere le sue qualità fisiche e tecniche vicino alla porta. Lo Svedese è un giocatore di talento, il ruolo di centrocampista/trequartista è sicuramente per caratteristiche nelle sue corde, ma la giovane età suggerisce a Pirlo di attendere, farlo ambientare e metterlo in una comfort zone. Di fatto Kulu è libero di cercare gli spazi fra difesa e centrocampo avversario. Lo Svedese partendo prevalentemente da destra riesce a puntare le difese avversarie e, sfruttando fisico e tecnica, conclusioni verso la porta ed assist ai compagni sono in aumento.

 Morata non più imprescindibile 

L’uomo che tutti vedevano come il terminale unico offensivo della Juventus, Alvaro Morata, non ha un sostituto in rosa. Ecco allora che Pirlo gestisce lo spagnolo, specialmente al rientro, col contagocce.
Pensare che Alvaro faccia 50 partite in stagione visto calendario e tempi di recupero è praticamente impossibile, il mister ha quindi deciso che affianco a Ronaldo si alterneranno Kulu, Dybala e Morata. Di volta in volta le richieste saranno ovviamente differenti, con i primi due a svariare cercando di servire i centrocampisti o Cristiano ed Alvaro che si alternerà al Portoghese nel lavoro di appoggio ai centrocampisti e attacco della profondità.

 Dybala fra infortuni e classe  

Quello che si è visto meno quest’anno è senza dubbio Paulo. La ricaduta col Lione, la breve preparazione e gli impegni ravvicinati hanno reso lento il suo rientro in squadra. Unica prestazione degna di nota in stagione quella a San Siro contro il Milan, a cui purtroppo è seguito un altro stop. L’argentino di fatto potrebbe giocare come attualmente sta facendo Kulusevski, con meno prestanza fisica ma più capacità tecnica e realizzativa. Il suo rientro a pieno regime può dare quella imprevedibilità alla manovra che solo le sue caratteristiche possono garantire.

La scommessa per il reparto d’attacco è quindi quella di avere presto tutti a disposizione per far rifiatare non solo Alvaro ma anche Cristiano, 4 attaccanti per due posti al momento sembra la soluzione più logica. L’eventuale quarta o quinta punta che potrebbe arrivare avrebbe il solo scopo di garantire il giusto recupero ai titolari, operazione da fare solo a costo 0, inserire in rosa giocatori onerosi di medio livello non sembra la soluzione giusta visto il momento storico economico.

di Giordano Straffellini