L’arte di saper usare la panchina

di Francesco Cionfoli |

berna sarri

Il mio primo silenzioso desiderio espresso all’arrivo di Sarri è stato “identità precisa“, quella che generalmente hanno le grandi squadre europee che vogliono arrivare lontano. Tuttavia, è leggermente difficile scegliere una volta per sempre un 11 ideale quando puoi vantare una rosa ampia e valida, spesso con una panchina che sarebbe titolare in molti club italiani e non. Così l’allenatore ha iniziato a scegliere i titolari di una partita (quella della prima ora di gioco circa) pensando già ai 3 che nella seconda partita (l’ultima mezz’ora) possano risultare decisivi, soprattutto per chi vive col motto “fino alla fine”; il Sarri prevedibile e scontato nelle scelte si sta rivelando sorprendente in ogni partita se si pensa al continuo ballottaggio Dybala-Higuain (spesso gioca lo sfavorito per i media) e al ruolo di terzo d’attacco, ora trequartista ora “ala”, rivestito da Douglas, Bernardeschi, Ramsey e persino Bentancur. Proprio da Rodrigo partiamo per enucleare le mosse decisive in corso di partita, ben 4 gare dal valore mica banale.

– Inter – Juve: Sarri promuove LOLO tra le linee, e il classe 97 lo ripaga cucendo una grande trama che porta Higuain a segnare il gol del 1-2 finale; il pipita, decisivo dalla panchina, per pochi minuti assieme al suo contendente Dybala, lui in campo dall’inizio e autore del primo gol bianconero.
– Juve – Lokomotiv: ancora Paulo dall’inizio e pipita dalla panchina; questa volta Higuain entra e, pur non segnando, contribuisce a rendere più fluida e pericolosa la manovra bianconera. E Dybala? Il diez è l’unico in partita sin dall’inizio e al massimo merita una standing ovation finale; non è lui a dare il cambio ad Higuain e la scelta premia Maurizio.
– Torino – Juve: partita ostica e bloccata; entra Higuain e stravolge tutto. apre spazi e alza la squadra, crea occasioni e aumenta il numero di miracoli del portiere avversario. Infine fornisce l’assist dello 0 a 1 finale a De ligt.
Lokomotiv – Juve: qui Higuain è della partita fin dall’inizio e per fortuna ci rimane fino alla fine (fatto non scontato se ad uscire è l’insostituibile Ronaldo, acciacchi veri o presunti); qui un cambio fatto da Sarri (Douglas) e uno risparmiato, costruiscono la magia del 1-2 finale.

Forse tutti penseranno che in fondo è facile scegliere prima e durante una partita se hai a disposizione una rosa forte come quella bianconera. Invece, io penso che ogni scelta implica una dose di coraggio e di rischio, soprattutto se devi gestire campioni di un certo calibro. Al pipita, per esempio, in anni passati non è mai andata giù la panchina, ma oggi sembra viverla serenamente, concentrato sul suo momento che arriverà nella “seconda partita”.
Tutti (pian piano anche Can) si sentono parte integrante e fondamentale di questa nuova Juventus: a Maurizio le scelte, almeno fino ad ora ponderate e azzeccate.