L’Arringa dell’avvocato Cossu: Che errore sarebbe tifare Shakhtar

di Aulo Cossu |

Molti di voi ricorderanno l’ultima giornata dei gironi di Champions 2013-2014. E’ il 10 dicembre 2013, la Juve (allenata dal futuro “perché proprio io??”) è attesa a Istanbul dal Galatasaray, avversario impreziosito da ex interisti (Mancini allenatore; Sneijder, prematuramente bollito) o futuri tali (melo, che non riesco a indicare con la maiuscola); ci basta un pareggio, se perdiamo andiamo fuori, causa due scellerati pareggi, uno a Copenaghen, l’altro interno con i turchi. Le truppe interiste tifano per i loro ex, auspicando senza mezzi termini una nuova puntata del preteso “fino al confine” (sempre dimentichi del fatto che la Juve sia l’unica squadra italiana ad avere vinto tutte le coppe).

Orbene, sembra di stare a Perugia nel maggio 2000: su Istanbul si abbatte una strana nevicata, in realtà più simile al guano che piove copioso in autunno sui lungotevere; la conseguenza è però diversa da allora (perché non arbitra Collina): partita rinviata al giorno successivo, alle ore 14. L’auspicio interista si realizza quindi l’11 dicembre nel modo più sanguinoso: la squadra, imbalsamata nel 3-5-2 salentino, si impantana nel residuo guano del bosforo, e il bollito Sneijder ci purga a cinque minuti dal termine; Juve fuori, con l’allenatore che impreca prendendosela con il campo, e solo fugacemente accennando ai punti buttati via in precedenza. Poi però farà il record di 102 punti.

Veniamo ai giorni nostri: mercoledì 9 dicembre ultima giornata dei gironi di Champions 2020-2021; l’Inter, allenata dal salentino del 3-5-2 (copiato da Mazzarri), si gioca tutto in casa con lo Shakhtar (secondo in classifica nel campionato ucraino, dietro a quella Dynamo Kyev asfaltata nel doppio confronto persino dalla scombiccherata Juve attuale), sperando che Real e Borussia M. (quello della lattina del ’71, proprio lui), non biscottino un pareggio, ipotesi però non così scontata perché anche gli ucraini sono ancora in gioco per qualificarsi.

Dopo la premessa sul dicembre 2013, vi chiederete: ma che razza di titolo ha fatto questo? Si tifa Shakhtar a tutt’uomo, basta un pari e l’Inter è fuori da tutto, pure dalla Europa League.

E invece vi offro tre buoni motivi (non in ordine di importanza, bensì di logica) per non tifare gli ucraini, ma piuttosto per augurarsi che i nerazzurri prevalgano:

1) perché sono certo abbiate tutti grande voglia di provare nuovamente l’ebbrezza di constatare come la Coppa dei Ripescati possa assurgere, con la presenza dell’Inter, alla medesima importanza della Champions, e quindi di ascoltare nuovamente i toni epici della coppia Trevisani-Adani, ahiloro smorzati lo scorso agosto proprio in finale dal Siviglia (nota macchina da guerra di Champions, reduce oggi dall’avere subito una quaterna da Giroud, evento raro quanto l’apparizione della cometa di Halley);

2) perché noi juventini siamo sportivi, e dunque in coppa tifiamo sempre per le squadre italiane (….);

3) perché tanto Real e Borussia M. pareggeranno, e quindi il godimento sarà tale da superare quello del dicembre 2013 da parte degli interisti, che si ritroveranno così nuovamente nella Coppa dei Ripescati.

Sono consapevole non vi sia certezza del verificarsi del punto 3, ma il piacere impone pure ogni tanto qualche rischio. Fidatevi, ne saremo tutti ampiamente ripagati. E poi ci accomoderemo ad ascoltare le dichiarazioni del salentino, confrontandole con quelle di sette anni orsono. Pregustando, nel contempo, un’altra epica stagione a eliminazione diretta della Coppa-dei-Ripescati-come-la-Champions.


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