Gli arbitri, i complotti e la cena con il mio amico interista

di Massimo Zampini |

Chi mi conosce lo sa, trovo insopportabili i riferimenti ai complotti e le insistite polemiche arbitrali. Non mi sono mai piaciute quelle frasi di Buffon, per capirci, e di quel dopopartita ho apprezzato solo il fatto che Agnelli, già due giorni dopo, abbia detto che era un discorso superato e il tema arbitrale di quella partita non ci riguardava più. Niente interviste polemiche su quel rigore per vent’anni, quindi. E in fondo, comunque la si pensi su quel fallo, non è forse colpa nostra avere lasciato un loro giocatore solo a 5 metri dalla porta al novantatreesimo dopo una rimonta sensazionale?

Non mi piacciono le continue lagne del mondo interista e ovviamente nemmeno le polemiche prolungate della Fiorentina per episodi che potevano essere errori ma non hanno nulla del clamoroso, figuriamoci cosa possa pensare di chi ritiene di avere perso uno scudetto in quanto demoralizzatosi per un errore arbitrale davanti alla tv. Ho scritto dei libercoli per ridere di chi attribuisce a sviste del direttore di gara vittorie e sconfitte su tornei infiniti.

Ciò detto, l’altro giorno ho visto Inter-Fiorentina con un amico, noto interista, guardandola tra una chiacchiera e l’altra senza la dovuta attenzione ma con un occhio interessato mentre parlavamo del più e del meno. Lui è abbonato da una vita, tifoso vero, ma tutto fuorché complottista e si trova a disagio nel mare di lamentele che va avanti dalla prima giornata; pensa che spesso gli arbitri facciano errori contro l’Inter (e mi indica anche una sua personale motivazione per quei fischi) ma ritiene che spesso siano i nerazzurri a cercarsi in campo i loro guai, che gli errori esistano anche di senso inverso e che comunque la Juve, in questi anni, sia di un altro pianeta. Per capirci, parlando dell’ultimo celebre Inter-Juve se la prende con Spalletti e Santon, dimenticando il fratello di Orsato. E allora discorsi su quant’è forte la Juve, quanto è pericolosa l’Inter se trova la sua reale dimensione, quanto è forte Icardi (io), sì ma io voi siete un carro armato e io adoro Mandzukic (lui), eccetera eccetera. E non è che non si sia parlato di arbitri, eh, ma come uno dei mille temi, non il primo o il più importante e divisivo.

Inutile dirlo, è stato un piacere, tra analisi, gufate ed esultanze.

Senonché alla fine, eravamo in un ristorante e quindi la tv era senza volume, vediamo che scorre praticamente solo l’immagine del braccio sul rigore. Non sappiamo cosa stiano dicendo, ma mostrano quasi sempre quello, suppongo si parli quasi solo dell’episodio del penalty e io personalmente non lo sopporto. Non solo, come crede qualcuno, quando si tratta di Juve, ma anche se si parla di Inter, Napoli o Roma: la partita non è quel tocco di mano, il calcio è un’altra cosa. E Inter-Fiorentina è stata una bellissima partita, in cui probabilmente i viola avrebbero meritato di più ma per quanto si è visto in campo, non perché non hanno espulso Asamoah. E insomma per me l’Inter ha vinto perché i viola non hanno sfruttato le occasioni e si sono fatti fregare da un bel triangolo quando parevano in controllo della partita.

Per me è così. Per questo, scrivo su twitter pensando ai mille twittaroli interisti complottisti convinti che ci fosse un complotto a Sassuolo, col Parma ma solo dopo il terzo minuto e quindi dopo l’intervento di Gagliardini (su cui non è stato neanche fischiato fallo, anche perché la maglia dell’Inter è bella), con la Samp quando è stato espulso Spalletti, poi quando è stato squalificato, salvo poi tornare tutto ok con la revoca della squalifica ma riecco il complotto perché gli danno una multa e così via.

Scrivo che per una notte finalmente, dopo Inter-Fiorentina, almeno non si lamenteranno, perché quella sera il calcio è tornato pulito.

 

Da lì, mi arrivano decine di messaggi di risposta in cui mi si fa la moviola episodio per episodio (guarda che Chiesa andava ammonito, Asamoah non ha colpe, il rigore è netto, ecc), non capendo che della moviola e dei complotti, fidatevi, non me ne frega niente. Di Asamoah, del rigore, delle mani o di Chiesa non mi interessa nulla.

Mi interessa che i complottisti eterni capiscano quanto faccia ridere pensare che se perdi in casa contro il Parma è per un rigore non dato su una palla che sarebbe uscita di 5 metri; certo, tecnicamente può essere anche per quello, ma nella sostanza no, è perché hai attaccato tanto senza essere mai preciso sotto porta e hai preso un gol da 40 metri e non certo perché Handa non ha visto partire il tiro. Io, almeno, sulla Juve ragiono così: il giorno che dopo uno Juve-Parma 0-1 penserò al complotto vi prego di abbattermi.

E così, se stiamo alla migliore moviola prodotta attualmente sul web, quella dell’ex arbitro Luca Marelli spesso citata proprio da quei tifosi complottisti, alla Juve finora hanno negato uno o due rigori col Chievo (in una partita vinta all’ultimo secondo) e uno pure ieri quando eravamo 0-0, ma vi garantisco che non avrei mai pensato che, se non avessimo battuto il Bologna, sarebbe stato perché non ci hanno dato un rigore su Matuidi e quindi il palazzo, il potere, “ci temono”, oppure “stranamente il Parma non mette Gervinho contro il Napoli” e altre idiozie del genere.

E ieri sera, ancora, dopo Juve-Bologna, vengo invaso da messaggi su un presunto rosso da dare a Pjanic, con annessi complottismi vari (“certo, c’è Juve-Napoli”), per un fallo relativamente a cui in diretta i telecronisti avevano giustificato il giallo solo dopo averlo visto al replay, prima neanche quello.

E su cui Luca Marelli, torniamo a lui, sostiene che il rosso non potrebbe esistere.

Però non importa: i complottisti in rete, dopo la difficile serata di martedì, devono rifarsi di mercoledì e in compagnia dei soliti noti spargitori di veleni si fissano lì a cercare l’errore nella partita della Juve. Alla quale viene negato un penalty, unico errore del match. Ma loro partono all’assalto lo stesso. E io la frustrazione la capisco, eh, ma obiettivamente non ci si diverte più, perché rovina il calcio mille volte più questa deriva complottista a caccia disperata di insignificanti episodi arbitrali (un tempo erano i gol non visti, oggi c’è la caccia alle ammonizioni) di qualunque esposizione dei 36 scudetti o di qualunque festeggiamento di un titolo vinto a tavolino, sempre per restare bipartisan.

 

Come sempre, come quando ce la prendiamo con i politici perché non funziona niente, ignorando il nostro elevato grado di responsabilità, ci sfoghiamo sul calcio ormai allo sfascio o sulle squadre che detestiamo per giustificare tutti nostri rancori e livori, ignorando anche qui che il primo problema è proprio vivere il calcio in questo modo, ben prima dei disastri combinati da dirigenti, arbitri e calciatori.

E quindi alla fine lo sapevo, sono scaduto nella retorica, perfino sulla politica, il pezzo probabilmente non ha un filo logico. Lo sapevo, perché questo è uno sfogo senza rilettura, così, giusto come viene, un misto di pensieri che ho da tanto e di sensazioni di questi ultimi giorni.

Però qualcosa mi rimane: la voglia di vedere un’altra partita con quel mio amico, il noto interista abbonato da sempre; e magari a voi sembra poco, la voglia di vedere una partita con un amico rivale, probabilmente non sarà niente di speciale, ma in questi giorni, di questi tempi, ai miei occhi, è un miracolo divino.