Appunti di una Juventus di fine estate

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Dopo Cardiff, e durante tutto il calciomercato, abbiamo assistito a torrenti di commenti imputando il “fallimento” della scorsa stagione a varie cause, le principali legate al mister Allegri e alla sua incapacità di dare uno schema e un gioco alla squadra.

Tralascio ovviamente i commenti relativi all’uso del 3-5-2 (abbandonato a gennaio 2017), e concentro le critiche al nuovo modulo 4-2-3-1, che caratterizza la squadra attuale.

Tra i commenti favoriti, spiccavano:

  • La “difesa bassa”, ossia la tendenza ad attendere l’avversario al limite dell’area di rigore senza pressare alto, dalla trequarti offensiva in su
  • L’incapacità di uscire dal pressing alto degli avversari, senza ricorrere al lancio lungo di Bonucci
  • Il centrocampo “molle”, incapace di dominare fisicamente nei contrasti i rivali, nonché “lento”, incapace di uscite box-to-box (corollario: Pjanic è un coniglio e Khedira è spompato)
  • L’assenza di esterni “veri”, al di là di Cuadrado, peraltro afflitto da una nuova malattia cerebrale che gli impedisce di prendere buone decisioni negli ultimi quarti del campo (in difesa e in attacco)
  • L’inutilità di Dybala a 70 metri dalla porta avversaria
  • La staticità (e la panza) di Higuain, incapace di partecipare alla manovra e di fatto inutile senza rifornimenti in area

Le prime partite del Campionato 2017-18 (non considero la SuperCoppa contro la Lazio) hanno messo in mostra alcuni spunti interessanti della “nuova” Juve targata Allegri.

In primo luogo, la linea di difesa è stata caratterizzata da un baricentro particolarmente alto, con i due centrali (Rugani e Chiellini) a ridosso della linea di centrocampo, in pressione sull’avversario. Questo, da un lato, permette di aumentare il recupero del possesso sui rinvii della difesa e di mantenere il dominio del campo nella metà campo rivale. Ovviamente, espone la squadra ai contropiedi nei casi in cui il difensore non riesca nella chiusura o nell’anticipo sull’avversario, o quando il centrocampista perde il controllo della “seconda palla” dopo l’intercetto del difensore.

In particolare, la partita contro il Genoa ha evidenziato qualche difficoltà di Rugani contro Galabinov, che è un giocatore piuttosto fisico, che sorpassava il biondo difensore di circa 10 chili (oltre che di diversi anni di esperienza). Tuttavia, possiamo affermare che Rugani è il giocatore più adatto (insieme a Benatia, che però sembra avere evidenti ritardi di preparazione) per alzare la linea di difesa e giocare sull’anticipo, in quanto dotato di grande tempismo e pulizia di intervento.

Per mantenere la linea di difesa alta, è tuttavia necessario supportare i due centrali con terzini rapidi, per aiutare nei recuperi in velocità nel caso che il centrale non riesca nel contrasto o nell’anticipo. Per questo al momento si fa preferire Lichtsteiner, in quanto in grado di veloci rientri e recuperi, come mostrato a Genoa con la chiusura in scivolata su Galabinov al 36’ del primo tempo.

Per quanto riguarda l’uscita dal pressing alto, dopo le difficoltà della SuperCoppa contro la Lazio, ci sono ancora problemi, ma probabilmente è dovuto alla condizione non ancora ottimale. Tuttavia, in nessuna delle due partite si sono visti errori gravi da parte dei centrali o dei centrocampisti bassi, e non ci sono state fasi dove la squadra non è riuscita a spostare l’azione nella metà campo avversaria.

In generale, non si sono visti lanci lunghi da parte dei centrali, né è stato necessario cercare la sponda alta per Mario Mandzukic, per uscire dal pressing rivale.

Il centrocampo non è stato messo particolarmente sotto pressione, dal punto di vista difensivo, per cui non si sono visti tanti contrasti da parte dei centrocampisti.

In generale, Khedira è apparso abbastanza fuori forma, compatibilmente con la fase della stagione. Soprattutto, il tedesco non ha brillato per la corsa e gli inserimenti, diversamente da quanto mostrato nel finale della partita con il Cagliari, dove è entrato nel secondo tempo (vedi azione goal Higuain).

Pjanic è invece apparso già in palla e, nonostante la schermatura dedicata da parte di Veloso (nella partita con il Genoa) e la coppia Farias/Cigarini (in quella con il Cagliari), il bosniaco ha messo in mostra alcune giocate a ridosso dell’area di buona fattura. In particolare, l’azione dell’assist a Dybala ha mostrato lo spunto in velocità dentro l’area e la lucidità nel passaggio.

Matuidi ha invece dimostrato, nei due spezzoni di partita giocati, che ha le caratteristiche per imporsi fisicamente tanto a livello di contrasti, quanto negli intercetti e uscite box-to-box. In questo, può essere un ottimo sostituto per questo tipo di giocate, dove eccelleva Pogba.

Per quanto riguarda il settore esterni, è difficile trarre conclusioni. Cuadrado ha espresso in queste partite il meglio (goal con il Genoa) e il peggio di sé, confermando tutto quello che già si sapeva sul giocatore. Ha confermato sia la capacità di spaccare le partite in velocità, quanto il suo dubbio decision making.

Mandzukic è apparso ancora imballato, ma nonostante questo ha siglato un goal da grande centravanti, ha sfornato un assist di grande tecnica a Cuadrado, condendo le prestazioni con i soliti recuperi e la consueta protezione dell’area piccola di testa sui calci piazzati degli avversari.

Per ora, poco di Douglas Costa e nulla di Bernardeschi.

Su Dybala, credo non si possa discutere un giocatore che ha sfornato 6 goal nelle ultime tre partite ufficiali, mostrando giocate di tecnica sopraffina e grande lucidità sotto porta.

Tuttavia, le critiche si riferivano alla opportunità di costringere il giocatore a tornare sulla nostra trequarti per prendere la palla e avviare l’azione, piuttosto che stazionare più vicino all’area avversaria, per sfruttare al meglio le capacità realizzative.

Da questo punto di vista, vale la pena segnalare che l’argentino è dovuto tornare ad avviare l’azione poche volte. Quando lo ha fatto, ha mostrato grandi giocate e ha generato varie occasioni per saltare il pressing alto avversario (come nella giocata di Dybala in uscita dalla destra con passaggio per la corsa di Cuadrado nella partita con il Genoa).

Inoltre, per buona parte delle partite disputate, è andato ad occupare la posizione che gli è congeniale come esterno destro, mentre Cuadrado veniva in mezzo per dare un’altra opportunità di passaggio.

Per quanto riguarda Higuain, al di là di tutte le critiche sul suo gioco, vale la pena segnalare tre cose:

1 – È ancora un gran goleador, e quando riceve la palla in area è sempre pericoloso (vedi goal con il Cagliari e le occasioni con il Genoa)

2 – In queste partite, dove la condizione ancora non è al massimo, ha dimostrato grande intelligenza tattica uscendo dall’area e proponendosi per gli scarichi sulle percussioni centrali, sfornando assist veramente preziosi (passaggio a Pjanic sul goal di Dybala, passaggio a Dybala per la grande parata di Perin, assist a Dybala per il quarto goal)

3 – In alcune occasioni, è stato il numero 9 a tornare a centrocampo per dare sfogo alla manovra, quando questa si mostrava un po’ asfittica. In queste occasioni, ha spesso ecceduto nel tenere palla, quando dovrebbe essere più rapido nello scarico

In sintesi, la Juventus di questa fine estate 2017 sta mostrando alcuni cambi tattici che vanno nella direzione giusta rispetto alle critiche evidenziate dopo il finale della stagione passata.

Inoltre, questi cambi sono stati impostati con gli stessi giocatori dell’anno scorso, al netto di Bonucci e Dani Alves.

Le possibilità di miglioramento sembrano ancora maggiori considerati i nuovi innesti di questo calcio-mercato, dando ovviamente tempo ai nuovi di adattarsi al calcio italiano.

Sará sufficiente per garantire finalmente la conquista della tanto desiderata Champions League?

 

di Expo