Appunti su Douglas Costa in Juve-Chievo

di Mattia Demitri |

Prima gara da titolare con la maglia bianconera ieri per il funambolico brasiliano arrivato dal Bayern Monaco. All’Allianz Stadium Allegri schiera una Juve inedita, ridisegnata per accogliere i nuovi acquisti Matuidi e Douglas Costa. Il secondo viene schierato come ala destra a piede invertito in un 433 inconsueto, molto largo, contrariamente all’interpretazione a cui ci aveva abituato Allegri. Il resto della catena di destra è composto da Stephan Lichtsteiner, capitano in questa occasione, e Stefano Sturaro.

La partita inizia subito gagliarda, poche trame ostacolate dai tanti contrasti che spezzano le manovre sul nascere, ma i ritmi sono sostenuti. Douglas inizialmente parte alto come da copione, il Chievo di Maran però è messo bene in campo e scherma tutte le possibili traiettorie che conducono al brasiliano, la Juve trova più facilità a sviluppare gioco sul lato mancino, con un Asamoah più intraprendente di Lichtsteiner. I primi minuti Costa li passa quindi in isolamento forzato.

Nel tentativo di entrare in contatto col pallone e con la partita, Douglas decide allora di abbassarsi per ricevere il pallone più facilmente, senza la gabbia giallo blu a ghermirlo. A centrocampo finalmente inizia a vedere qualche pallone ma l’azione della Juve è farraginosa, le palle arrivano a lui senza inerzia e così riceve da fermo, con i giocatori del Chievo già schierati al meglio. L’unica opzione che ha è uno scarico all’indietro per far ricominciare la manovra.

A questo punto il numero undici capisce che può rendersi più utile senza il pallone, muovendo gli avversari che lo controllano a vista. Spostandosi lateralmente apre le maglie difensive attirando le marcature di Gobbi ed Hetemaj, consentendo qualche volta a Sturaro di inserirsi nell’half-space tra terzino, mezzala e centrale.

In occasione del gol vediamo Lichtsteiner intento a spiegarsi con Costa sulle posizioni e sui movimenti da compiere, in effetti il brasiliano sta facendo visibilmente fatica ad esprimersi. Poco dopo, al 30’, si cimenta nella prima accelerazione, appoggiandosi proprio al terzino elvetico. Il Chievo allenta la pressione su una palla apparentemente inoffensiva sulla trequarti destra, così lo svizzero cede la palla a Costa che trovandosi per la prima volta libero scarica sul prato un po’ di cavalli. In pochi istanti l’esterno arriva dalla linea laterale fino ai pressi della lunetta, i difensori di Maran stanno a guardare mentre il brasiliano scaglia un tiro potente ma purtroppo alto.

Da questo momento Douglas Costa prende confidenza e riceve più volte palla nel corridoio, la manovra ora si sviluppa più a destra che a sinistra. Riceve palla, alza la testa per controllare se ci sono movimenti da premiare, pressoché assenti, e quindi prende l’iniziativa puntando l’uomo. L’attesa di movimenti che non ci sono spesso genera un rallentamento nell’azione.

Il primo tempo si chiude con un Douglas più coinvolto e disinvolto, ma che non ha prodotto molto in termini di giocate pericolose. La Juventus non ha fatto bene e il Chievo ha opposto più che una semplice resistenza. Il secondo tempo comincia con un forcing dei veronesi che fa sbandare la squadra di Allegri. L’allenatore, preoccupato, decide allora di cautelarsi inserendo Dybala per tornare a uno schieramento più consueto. A farne le spese è proprio Costa, che termina la sua gara al 54’ proprio quando stava cominciando ad farsi notare.

Il brasiliano è ancora abituato al tipo di gioco che ha imparato a praticare a Monaco, il disordine-ordinato che regna a Torino gli è estraneo. Per ora risulta ancora avulso per movimenti e schemi alle dinamiche della squadra, ma se non altro in questo esordio ha dimostrato di essere un giocatore che ha iniziativa, non è timido e sa arrangiarsi. Con dell’ulteriore minutaggio la situazione migliorerà e magari anche i compagni capiranno come innescare al meglio la sua grande velocità, i palloni amorfi fornitigli oggi da Sturaro e Lichtsteiner non erano proprio dei cioccolatini.

Allegri potrebbe inoltre decidere più avanti che le caratteristiche del brasiliano e dei compagni si sposino maggiormente con un suo utilizzo sul versante sinistro del campo.

Heatmap dei tocchi, dalla quale traspare una mancanza di continuità di ricezione nella zona principale e la ricerca occasionale a tutto campo