L’aperitivo Champions con Dybala

di Sabino Palermo |

La notizia di serata, cari amici bianconeri, non è che la Juventus ha vinto contro una BoyBand svizzera allo Stadium, ma che abbiamo finalmente trovato una scusa per fare l’aperitivo fuori anche di martedì sera. Mai scusa fu migliore della prima partita casalinga dei ragazzi di Allegri per ordinare una quantità indesiderata di Mojito e non sapere più come tornare a casa.

 

La Joya ha preso per mano gli Young Boys, portati a spasso fino all’ora di cena, e rubato il pallone della partita dopo una splendida tripletta. Sta tornando quello dell’anno scorso, bastava soltanto aspettarlo. Lui sopra ogni altro, più dei numeri nel traffico di Bernardeschi, più delle folate offensive di Alex Sandro e più dei lanci millimetrici di Bonucci. È il Re indiscusso dell’esordio in Champions, in casa, dei bianconeri.

 

 

Senza Cristiano ci ha pensato “El Diez” a dominare in lungo e in largo la serata. Lama nel burro della difesa ospite, segna dopo appena 5’ con un sinistro al volo da antologia (ahhhhhhhh come lancia Bonucci!!!!), per poi divorarsene un altro pochi istanti più tardi. La prima rete ha il sapore di un Negroni: forte, deciso e scende giù che è una meraviglia per il nostro palato sopraffino.

 

Indietreggia un po’ la squadra di Allegri, come al solito, e lascia l’iniziativa (piuttosto blanda a dir la verità) agli avversari. In contropiede, però, vola sulle ali dell’entusiasmo ed anche una ciabattata di Matuidi diventa il preludio al 2-0. Dybala si avventa come un rapace, sul filo del fuorigioco, sulla respinta goffa di von Ballmoos e insacca facilmente la sua doppietta personale. Dietro di lui, accigliato e sbuffante, arriva Mandzukic a festeggiare: serata da “basilico nella Margherita” per l’ariete croato. Cioè, lo apprezzi eh, ma dopo poco ti accorgi quanto fosse inutile nonostante la bontà della pizza.

 

 

Il primo tempo si chiude con una Juventus sorniona e già sazia del risultato. La Vecchia Signora ha stregato gli Young Boys, sembra una categoria su qualche sito a luci rosse: strapazzati gli uomini di Seoane, ormai già arrendevoli dopo soltanto una frazione di gioco. Ah, dimenticavo il secondo giro l’ha offerto la casa. Sono andati sul sicuro: Martini bianco e risultato assicurato, sono già brillo alle 20.

 

La ripresa, invece, comincia in modo effervescente. Dybala in versione “Mille Bolle Blu” è imprendibile per la difesa giallonera, prima colpisce il palo interno e poi viene steso in area di rigore (ecco, l’arbitro ha fatto finta di non vedere…) salvando la retroguardia svizzera dal cataclisma. Così Allegri comincia a far rifiatare i suoi uomini in vista dell’insidiosa trasferta di Udine: entra Can per un ordinato Pjanic, si rivede Khedira in campo al posto di Matuidi ed infine sarà Kean a prendersi gli applausi dello Stadium per il suo debutto stagionale (esce Mario, palesemente insoddisfatto della prestazione).

 

 

Scusi, ma sta giocando il Napoli di Sarri? Perché questo gioco è meraviglioso e non vorrei confondermi, cioè, è ancora Allegri l’allenatore della Juve vero? Sì, ragazzi, non preoccupatevi c’è ancora il conte Max a dirigere la squadra, nonostante il terzo gol sembri un Picasso in giornata di grazia. Giocatori che si scambiano la palla, si guardano e sorridono, si trovano a memoria, e poi – al solito – Dybala la mette dentro.

 

Tripletta dell’argentino ed ovazione dello Stadium per una vittoria mai in discussione. Ti piace vincere facile? A dir la verità, sì. E finalmente questa Juve dimostra che si può chiudere un match anche in anticipo, senza sofferenze e con qualche applauso già prima del fischio finale. La perla del 3-0 poi, vale da sola un giro di Tequila che Dio solo sa come sia sceso giù. Questo aperitivo è davvero fantastico, non ci sto capendo più niente: come lo Young Boys d’altronde.

 

 

Passerella finale per i bianconeri. Si giochicchia in mezzo al campo e si cerca costantemente di far segnare Kean, generoso e volenteroso, ma che proprio stasera non trova il pertugio giusto per colpire. Dalla ricerca spasmodica di Cristiano alla voglia di far gioire un ragazzo del 2000, questa squadra ha davvero qualcosa di speciale. E lo si vede anche in serate come queste, passate ad osservare il cielo mezzi ubriachi, ma questa volta di Joya.