La piega anti Allegri è diventata una piaga

di Valerio Vitali |

Allegri

Solo all’interno del complesso mondo Juventus si poteva creare una spaccatura così netta e profonda su una figura così vincente come quella di Massimiliano Allegri. La figura polarizzante dell’allenatore livornese crea questa sorta di effetto. Forse lui stesso ci ha messo molto del suo a crearsi un personaggi. Tra dichiarazioni che hanno fatto discutere (anche prima dell’Allegri bis) e conferenze stampa che sono rimaste nella storia, si è creato intorno a lui una sorta di alone, mistico o demoniaco, dipende dal punto di vista.

Considerando il tutto da un punto di vista equidistante, decisamente asettico, come fossimo dei comuni tifosi anti juventini per intenderci, verrebbe da riderne al solo pensiero. Mettere in discussione la caratura e la bravura di un tecnico preparato come Allegri, in qualsiasi contesto lontano da quello bianconero fa molto strano. Piovono molti più elogi di quanto non si faccia al proprio interno. Un “fuoco amico” che alla lunga ha cominciato a stancare e anche a risultare ridondante, se non addirittura stucchevole.

Nel ritorno di Allegri la società ha voluto tracciare un solco rispetto al recente passato, dimostrando al mondo calcistico intero di aver sbagliato in molte delle scelte intraprese dal 2018 in poi. I 4 anni di contratto e la leadership che gli è stata affidata, testimoniano una fiducia importante da parte soprattutto della proprietà Juventus. A questo proposito, i continui dialoghi tra lui e Andrea Agnelli in questi ultimi mesi ne sono la riprova. Partendo da questo presupposto e analizzando più da vicino, nel dettaglio, quello che è per ora questo primo scorcio stagionale, non si puo’ certo affermare che non debbano emergere delle perplessità, così come delle critiche. La posizione di Dybala ad esempio, o questo 4-4-2 “spurio” con Rabiot sull’out di sinistra che non segna una linea di discontinuità con l’ultimo Allegri o qualche cambio sbagliato. Si tratta di considerazioni finite nel bel mezzo dell’occhio del ciclone di quella che è stata la Juventus di questo primo mese.

Ruggine dovuta a due stagioni di stop? L’addio di Ronaldo a pochissimi giorni dalla fine di un calciomercato alquanto deficitario? Come già scritto, il parallelismo con la stagione 2015-2016 non regge (e di questo lo stesso Max ne è consapevole) ma avere una guida esperta è di certo sinonimo di maggior garanzia rispetto ad un Pirlo che chissà come avrebbe ricostruito e ripensato nell’immediato il suo calcio lontano da una figura così totalizzante come lo è stata quella di Cristiano Ronaldo.

Criticare e analizzare in maniera costruttiva è un conto, star qui anche a sindacare su un possibile cambio, una dichiarazione detta e non detta, la postura del corpo in panchina o una frase ad effetto su uno o su quell’altro calciatore, anche no. L’anti allegrismo da “piega social” è diventata una PIAGA. Andare contro IL NOSTRO allenatore come si farebbe su una testata avversa o su un’emittente TV che da anni gode nelle avversità della Juventus, anche no. Si analizza al microscopio linguistico ogni singola parola o ogni singolo movimento.

Si parla di “Juve rinunciataria” dopo la gara interna con il Milan? Ok, ma non si pensa nemmeno a lodare la squadra dopo un primo tempo ottimo. Si parla della debacle di Juve-Empoli? Giusto, anzi giustissimo. Ma occhio a non sottovalutare nemmeno risultati che paiono scontati e che scontati non sono, come quello a La Spezia (anche il super offensivo e scintillante Milan di Pioli mi pare abbia vinto lì con un solo gol di scarto). Si vince a Malmoe? Eh ma vuoi mettere con il temutissimo Bruges con cui il PSG ha pareggiato o il temutissimo Young Boys con cui lo United ha fatto zero punti? Nulla è scontato, specialmente nel calcio ultra moderno. La Juve vince con la Samp quando anche la più organizzata Inter ci pareggia? No, meglio esaltare Sarri e il “Sarrismo” (che si è contraddetto proprio a Torino nella totalità della sua accezione, se mai ve ne fosse una) per la vittoria nel Derby di Roma. Bah.

Essere anti Allegri è già di per sé paradossale, considerando questo come il nostro tecnico per i prossimi anni, esserlo in maniera così accanita come si sta vedendo da un mese a questa parte in maniera quasi univoca e trasversale, è da pazzi, o quantomeno da anti juventini. Senza un ambiente compatto, quadrato e lineare non si va da nessuna parte alla lunga e anche in questo, proprio quando arrivo’ nel 2014, Allegri deve essere bravo ad isolarsi e a isolare la squadra dalle critiche, alle volte oneste e doverose, molto spesso ingenerose. Insomma, “facciamo scudo”, almeno tra di noi.