L’ansia di cui la Juve ha bisogno

di Leonardo Dorini |

20 febbraio, Wanda Metropolitano, ore 23 circa: sembrava tutto finito.

CR7 esce nervoso dallo stadio, fa il segno della manita a chi lo sfotte in uscita dallo spogliatoio (“Ho 5 Champions, io”); iniziano 3 settimane difficili, con Allegri che imposta il “riempimento della bottiglia”; il 12 marzo ci avrebbe poi dimostrato che lo sport è soprattutto fatto di motivazioni, ed oggi le motivazioni sono alte.

E’ da parecchi giorni che il Mister insiste sul “livello mentale”, sull’esserci con la testa. Sarà forse a causa delle  motivazioni in campionato, che invece non ci sono proprio più (tornano solo quando devi giocare un “clasico”, che vinci passeggiando e impegnandoti 20 minuti).

E quindi, eccoci, lo diciamo con Vasco Rossi: Sembrava la fine del mondo, ma siamo ancora qua, eh già….

Dopo aver abbandonato le speranze (tre gol all’Atleti? Impossibile) siamo qui, c’è la Champions e abbiamo tutti quella piccola ansia che cresce, quella strana sensazione di non sapere assolutamente cosa aspettarci. Sarà un Rugani convincente, troverà la sua serata contro i folletti biancorossi? Avremo un De Sciglio centrale, con licenza di scivolare a destra quando Cancelo rimane alto? Khedira o Bentancour? E non c’è troppa gente a sinistra, con Alex Sandro, Matuidi, forse CR7? Chi lo sa.

Molti si aspettavano una Juve spavalda a Madrid, ed invece fu rinunciataria; Allegri aveva detto di voler fare una squadra offensiva, ma poi ha ammesso, a qualificazione ottenuta, di averci ripensato: che Juve sarà questa sera alla Johan Cruyff Arena? Alla domanda se giocheremo con 3 centrali, il mister alla conferenza stampa ha detto: “Eh, ne ho solo due, giohano velli lì”, ma c’è da scommettere che si inventerà qualcosa.

Lasciamo lavorare il Mister: stranamente, alla conferenza stampa, non ha detto la sua frase preferita: sarà una bellissima partita di calcio. Ma ha detto, di nuovo, che non bisogna uscire senza gol, e stavolta non avrà ripensamenti; ma non sarà un quarto di finale facile, lo sappiamo.

Come già sappiamo che non dormiremo. Bisognerà vedere quale sarà il motivo dell’insonnia.