Con un anno di ritardo, ma con un CR7 in più

Il rendimento di Joao Cancelo e Leonardo Bonucci e di conseguenza il grande beneficio che tutta la manovra della squadra trae dalla loro presenza, a questo punto della stagione ci fa notare che forse la Juventus abbia fatto con un anno di ritardo il salto di qualità che probabilmente nei piani societari era già previsto nella scorsa stagione (senza l’acquisto di Cristiano Ronaldo ovviamente).

Per rendere più chiaro il concetto tornerei con la memoria al finale di due stagioni fa, con la squadra bianconera che sfiora solamente (per la seconda volta) il triplete perché sconfitta in finale di Champions League proprio da CR7 ed il suo Real Madrid. L’attenzione dopo quella sconfitta cadde non tanto sulla differenza degli 11 in campo, ma sull’enorme forbice che esisteva tra la qualità degli uomini a disposizione sulle panchine delle due squadre. La Juventus crollo nel secondo tempo di Cardiff anche a causa del fatto che tirò avanti per tutta la stagione con gli stessi uomini davanti (l’infortunio del pur non irresistibile Pjaca complicò ancora di più la situazione) con Allegri che si trovò costretto addirittura ad usare in primo luogo come cambi due esterni adattati come Sturaro e Lemina ed in un secondo tempo a tornare alla difesa a 3 (nell’ultima parte della stagione) per dare più equilibrio ad una squadra ormai spremuta e per tenersi un uomo in grado di dare una scossa alle partite partendo dalla panchina (Cuadrado). Tutto questo mentre gli spagnoli potevano contare su ricambi del calibro di Bale, Asensio, Morata, Kovacic, Vazquez e compagnia cantante.

Non è un caso che nella successiva campagna acquisti la Juventus si sia rinforzata in ottica non solo “11 in campo”, ma anche e soprattutto in quella “gli 11 più i 3 cambi”, andando a spendere per esempio 90 milioni per la coppia Douglas Costa-Bernardeschi ed aggiungendo un Matuidi in mezzo al campo. Tutto questo sarebbe stato un notevole upgrade della rosa, che sarebbe stata molto vicina a quella di questa stagione per qualità, perdendo solo (ma con dignità) nel confronto tra le punte di diamante Higuain-CR7. Il progetto però è naufragato di fronte alle cessioni (probabilmente non preventivate) di Bonucci e Dani Alves. Il gran lavoro fatto sul mercato per aumentare la potenza di fuoco della rosa bianconera è stato bilanciato verso il basso dalla perdita di due elementi fondamentali (essendo fonti di gioco) non solo della rosa, ma due “titolarissimi”.

Infatti in questa stagione i vertici societari hanno rimediato alle due lacune ingaggiando Bonucci per riprendere il ruolo da lui stesso lasciato vacante e Cancelo che in moltissime cose ricorda invece il terzino brasiliano.

Nel precedente piano di innalzamento del livello le operazioni di contorno furono sostituire Lemina con Bentancur (che giocatore che si sta rivelando!) ed un portiere (Szczesny per Neto), praticamente le stesse fatte anche adesso con Emre Can che prende il posto di Marchisio e Perin quello di Buffon.

In poche parole la dirigenza ha portato a compimento 12 mesi dopo l’operazione “qualità” fornendo come extra-bonus il cambio Cristiano Ronaldo per Higuain per farsi perdonare del ritardo (si scherza) e per compiere l’ulteriore salto di qualità previsto dal percorso di crescita.
di Eugenio Di Fonzo