Caro Andrea, se sarà l’ultima battaglia…

Quando le rocce si sgretolano,

in cima a montagne altissime,

ci si accorge quanto

– pur grandi e potenti che siano –

possano diventare semplice sabbia.

Andrea Barzagli da Fiesole è per la Juventus un simbolo antico, ma di grande fascino: l’araba fenice. Risorge dalle sue ceneri e risplende verso mete sempre più alte. È una colonna portante che, nei momenti di difficoltà, si erge ad eroe inaspettato: difatti, mai sottovalutare un Campione del Mondo.

Il difensore classe ‘81 deve riemergere ancora una volta. Lo chiede lo spogliatoio e la dirigenza, lo sussurra Allegri al telefono e soprattutto il popolo dello Stadium. La lesione al retto femorale (rientro stabilito a metà gennaio) è arrivato in sordina, quasi ci fossimo dimenticati del valore di Andrea, e ha lasciato l’opinione pubblica indifferente. D’altronde a 37 anni, non puoi mica pretendere di essere sempre al 100%, no?

Pretesa che l’ex Palermo, quando è arrivato alla Juventus (con lo stesso disinteresse di questi giorni), non poteva immaginare di vivere una seconda giovinezza. Il bianconero, come uno smoking elegante in una serata di Gala, gli è calzato a pennello per sette stagioni: una roccia al servizio della Vecchia Signora. Ha preso per mano Chiellini e Bonucci, creando una difesa d’alta scuola e di vecchi stile: imperdonabile dentro e fuori dal campo. Dumas e i Moschettieri permettendo.

Non è la prima “caduta” di Barzagli in bianconero. Si tratta, però, di un infortunio muscolare difficile da calcolare, pensando all’immediato rientro e alla carriera successiva. Allegri gli aveva cucito su misura un abito importantissimo, quello di “ultimo uomo”, pronto ad alzare la guardia e non far crollare la fortezza difensiva. Rientrato Bonucci e con l’arrivo di Cancelo, infatti, l’eterno Andrea ha giocato da titolare (e da capitano) solamente due partite: in casa contro Bologna e Young Boys. Entrambe, per onor di cronaca, chiuse con la porta inviolata. Per un totale di 200 minuti, di cui alcuni tifosi ricordano soltanto la rimonta del Manchester in Champions League con lui in campo nell’assurdo finale torinese.

È rimasto ancora un anno, a tingere di bianconero il suo finale di carriera, e l’augurio è che possa farlo con l’ennesimo rientro da eroe omerico. Il tallone della Juventus è la Champions League, come Achille furibondo prima della Guerra contro Troia, e Barzagli deve camuffarsi da Odisseo e farci entrare con la sua arte ed astuzia difensiva nel Paradiso dei più grandi. È tempo di pensare alla battaglia più importante, soprattutto se sarà l’ultima, perché la strada verso la conquista è ancora molto lunga: Andrea abbiamo ancora bisogno di te.