Andrea Agnelli e l’equivoco Atalanta nel calcio immaginato

di Roberto Nizzotti |

Dopo l’intervista rilasciata due lunedì of sono a Tutticonvocati, programma di Radio24, il nostro Presidente Andrea Agnelli, ospite del FT Business of Football Summit, ha espresso un concetto chiaro rispetto al futuro della competizione europea più importante, la Champions League.

Ovviamente i nostri media, sempre attenti a costruire polemiche, hanno tagliato parti del suo discorso creando titoli ad hoc che hanno scatenato il putiferio tra il popolo calciofilo, soprattutto quello di fede atalantina che ha visto la propria squadra presa come esempio per far capire come, secondo lui, debba essere affrontata la riforma della Champions.

Andrea Agnelli ha trattato di molti temi interessanti come:

– La volontà dell’ECA di voler trovare presto un equilibrio tra il numero di gare dei campionati nazionali e delle coppe europee.

– Capire quali siano gli interessi da parte della generazione Z nei prossimi 10-15 anni,

– Come dare la possibilità a più squadre di diventare grandi e qui ha citato la squadra di Percassi inserendola in questo pensiero molto semplice. Si è posto la domanda se sia giusto che squadre come Ajax, Porto o Celtic, campioni nei rispettivi paesi, debbano essere costretti a giocare i preliminari mentre l’Atalanta accede direttamente ai gruppi, il tutto solo perché giocano in tornei di paesi con un ranking minore rispetto all’Italia.

Non ha svalutato il lavoro svolto dai bergamaschi, né ha minimizzato i meriti sportivi, ha bensì espresso un concetto che dev’essere quantomeno affrontato con il fine di dare a questi paesi come Paesi Bassi, Portogallo o Scozia, nello specifico, la possibilità di crescere a livello economico, abbandonando il ruolo di incubatrici per giovani campioni da rivendere poi a Italia, Spagna, Germania, Inghilterra etc.e competere con i 5 principali tornei europei.

Ha espresso la volontà di far crescere il prodotto calcio europeo rendendolo più competitivo e questo dando opportunità di crescita a club attualmente bloccati dal ranking dei loro paesi. Ha posto l’Atalanta come un esempio spettacolare ma paradossale nel calcio che ci si immagina, magari sbagliando, tra 10 o 15 anni. Ha posto Benfica e Ajax, senza citarle, come paradosso di chi è costretto a passare dai preliminari di Champions League perché coinvolte in campionati nazionali di seconda fascia. Ha posto, insomma, riflessioni.

E’ un pensiero condivisibile o meno, ma basterebbe leggerlo nella sua interezza e contesto per poter poi ragionare in modo serio, come prontamente fatto dal giornalista Adam Digby, senza limitarsi a commentare titoli costruiti per creare polemiche.