Andrea Agnelli e il calcio del futuro

La Lettera agli Azionisti di Andrea Agnelli che apre il Bilancio dell’anno 2017-2018 (chiuso il 30 giugno scorso) restituisce al lettore (a maggior ragione se tifoso) una strana sensazione di deformazione dello spazio-tempo, quasi fossimo in una lezione sulla teoria della relatività.

Mentre viviamo  questo momento magico fatto di una stagione iniziata a spron battuto, dopo un’estate euforica per l’arrivo di CR7 (anche se ora siamo attoniti di fronte a ciò che potrebbe accadere in seguito al caso di Las Vegas), leggiamo una Lettera tutta proiettata al futuro, come se Agnelli fosse su un treno ad alta velocità e noi stessimo provando a focalizzarne il passaggio, e i messaggi che ci fornisce ora.
Andrea Agnelli inserisce l’anno 2017-2018, chiuso con una perdita e con qualche segnale di appesantimento finanziario, in un racconto che prosegue verso nuovi importanti traguardi; sull’anno appena trascorso spende poche righe di commento ai principali dati economico-finanziari e mentre festeggia i traguardi raggiunti (i 7 scudetti, le 4 Coppe Italia, le buone prestazioni in Champions League) pone le basi per superarli : sono record – dice Agnelli – che “solamente noi stessi…potremo superare”, protraendoli ulteriormente.

Il Presidente della Juventus si compiace della soglia dei 400 milioni di fatturato ormai stabilmente raggiunti, che pongono la Juve in prima fascia fra i le Società calcistiche mondiali, ma allo stesso tempo  traccia le linee per superare questo livello, mantenendo quello bianconero “fra i Club più importanti al mondo”. Le conosciamo, queste linee, e sono quelle che possono consentire al Club di incrementare ancora i propri ricavi, in maniera se possibile autonoma rispetto agli alti e bassi dei risultati sportivi (per la verità i “bassi” non sono alle viste, si spera…).

In questo scenario Agnelli fa riferimento al proprio ruolo nell’ECA, traguardandosi alla modifica del contesto dei calendari che avverrà nel 2024: “nei prossimi anni si getteranno le basi del futuro del calcio”, afferma, e si vede lontano un miglio che il sottotesto è: e noi saremo lì a influire sulle sorti di queste nuove basi, giocheremo un ruolo da protagonisti.

Spostando il focus sul calcio italiano, Agnelli ha parole di apprezzamento verso il nuovo Presidente della Lega, Gaetano Miccichè, cui riconosce uno “stile manageriale tipico del mondo da cui proviene, quello finanziario ed imprenditoriale”; pur non dimenticando il gap che rimane da colmare per fare del nostro calcio un’industria vera a propria, Agnelli coglie nuovi segnali di un futuro “meno cupo” degli ultimi anni.

Incuriosisce che nella Lettera agli Azionisti, redatta in queste settimane, non si faccia alcun cenno all’acquisto del secolo, quello di CR7; ma forse, pensandoci bene, la cosa non è così stupefacente come sembra: nel disegnare la Juve dei prossimi 10 anni, ora che nemmeno Marotta ne farà più parte, è probabile che l’acquisto della star portoghese sia solo il primo di una serie di altri passi decisivi e fondamentali.

Una Juventus quindi conscia dei suoi successi, ma proiettata ancora di più verso il futuro: il meglio deve ancora venire, e noi saremo lì con voi a godercelo, sembra dirci Andrea Agnelli, che chiude con il nostro amato motto: