Andata e ritorno

di Juventibus |

Oggi è tutto un proliferare di statistiche che spiegano come la vincente del girone d’andata, da quando il campionato è a 20 squadre, abbia poi vinto il campionato. In effetti è un dato di fatto, non è che se ne possa discutere più di tanto. E’ così e basta.

Il problema ovviamente non è quello, ma il ragionamento sottostante alla presentazione del dato. In estrema sintesi, si vorrebbe mettere in luce un presunto nesso causale tra “vincere lo scudetto” e “vincere il platonico titolo di campione d’inverno”, come se l’uno dipendesse dall’altro, secondo un nesso di causa-effetto. E per far questo si tira in ballo la statistica.

Mi permetto umilmente di far notare che una statistica ha valore predittivo “se e solo se” sono rispettati alcuni criteri. Il primo, e forse più importante, che consente di trasferire a fini predittivi un’analisi da una “popolazione statistica” all’altra (“il girone d’andata” e “il girone di ritorno” appunto), riguarda proprio le popolazioni indagate: la loro caratteristica principale è che devono essere “omogenee”.

Ora, paragonare “il girone d’andata” con “il girone di ritorno” è un assoluto non senso: i due gironi sono esattamente antitetici, non fosse altro perché le gare in casa e in trasferta si inverto. Quindi le due popolazioni sono tutt’altro che omogenee. Il girone di ritorno è scarsamente rappresentativo del girone d’andata e viceversa.

Dice benissimo Davide Terruzzi quando scrive nel suo pezzo: “Questo cosa significa? Nella maggior parte dei casi, semplicemente, è la formazione più forte che gira con un cospicuo margine e riesce a mantenere lo stesso andamento anche nel girone di ritorno o può permettersi addirittura il lusso di amministrare il vantaggio”. Semplice, ma non banale: il fatto di laurearsi “campione d’inverno” è un “effetto” dell’essere la squadra più forte, ed il fatto di essere la squadra più forte avrà come ulteriore effetto il laurearsi Campione d’Italia alla fine della stagione. Ma sono entrambi “effetti”: nessuno dei due è “causa” dell’altro. La causa è da ricercarsi nella forza relativa dei contendenti.

La domanda corretta da porsi quindi è: il Napoli è la squadra più forte del torneo, ed è per questo che ha chiuso in testa il girone d’andata, o ha chiuso in testa il girone d’andata grazie ad una concatenazione di circostanze favorevoli, ma non è la squadra più forte del torneo? Eh già, perché nel primo caso la statistica verrà verosimilmente rispettata. Nel secondo, invece, bisogna chiedersi se tali circostanze si verificheranno nuovamente nel “girone di ritorno”, perché se esiste la fondata possibilità che tali circostanze non si ripetano, allora la statistica ha ottime probabilità di non essere rispettata.

Il Napoli, in particolare, andrà in trasferta sui campi di Juve, Fiorentina, Inter e Roma: gare in cui nel girone d’andata, giocando in casa, ha messo insieme ben 10 punti (3 vittorie e 1 pareggio). Nel girone di ritorno queste 4 sfide saranno 4 trasferte insidiose: è lecito attendersi che faccia nuovamente 10 punti?

Ad incasinare ulteriormente la statistica c’è poi la rilevante questione che questi eventi sono concatenati tra loro: essendo scontri diretti, se i punti non li fa il Napoli, li fanno le altre.

La Juve giocherà in casa contro Inter, Roma, Napoli ed in trasferta con la Fiorentina: ha fatto 4 punti nel girone d’andata contro queste squadre.

L’Inter giocherà in casa col Napoli ma in trasferta sui campi di Juve, Roma e Fiorentina: 4 punti all’andata.

La Fiorentina giocherà in casa contro Inter, Napoli, Juve ed in trasferta a Roma: 3 punti all’andata.

Ora, credo non ci voglia uno scienziato per capire che la squadra che avrà più difficoltà a fare gli stessi punti, in queste gare, nel girone di ritorno, sarà proprio il Napoli campione d’inverno.

Ciò significa che quello che lascerà per strada in queste gare dovrà essere recuperato nelle restanti 15 partite, per arrivare alla presunta quota scudetto di 82 punti (già non particolarmente alta).

Inoltre, al Napoli non basterà fare “pari e patta” coi punti persi. Infatti, se farà meno dei 10 punti del girone d’andata messi assieme in questi incontri, significa che le rivali ne avranno probabilmente fatti di più: tali ulteriori punti mancanti dovranno essere recuperati nelle restanti 15 gare, in cui il Napoli ha fatto 31 punti.

Facciamo due conti. Supponendo ad esempio che il Napoli nel girone di ritorno faccia come han fatto le sue rivali nel girone d’andata, ossia 4 punti, ciò significa che per ripetere i 41 punti dovrebbe fare 37 punti nelle restanti 15 gare. Se però anche solo una tra Juve, Fiorentina e Inter facesse 6 punti negli scontri diretti (fermo il resto), quei 37 punti al Napoli potrebbero non bastare per vincere lo scudetto.

In buona sostanza, il Napoli ha due vie per laurearsi Campione d’Italia: ripetersi negli scontri diretti nel girone di ritorno, espugnando almeno un paio di stadi delle rivali ed uscendo indenne dagli altri, oppure tenere una media stratosferica nelle restanti 15 gare: per intenderci, qualcosa come 38/40 punti su 45.

Se ci riuscirà, dimostrerà di essere di gran lunga la squadra più forte del torneo, avrà meritato lo scudetto ed avrà confermato la regola che vede la squadra più forte girare prima sia a metà campionato che alla fine. Viceversa, la statistica dimostrerà che non sempre la squadra che vira prima alla metà del campionato è la squadra più forte. Insomma, questa statistica del “campione d’inverno” mi puzza un po’ di fregatura, perché apparentemente dimostra tutto e il contrario di tutto. Succede, quando si confondono causa ed effetti.

In realtà, per fare una proiezione ragionata, ha molto più senso guardare i calendari e da quelli trarre delle conclusioni sul risultato finale. Infatti vi chiedo: visti i calendari di Juve, Roma, Inter, Fiorentina e Napoli, al posto di chi vorreste essere oggi, nonostante i punti di ritardo? E lascio a voi la risposta a questa domanda retorica.

Detto questo, “buon campionato a tutti!” (come diceva il compianto Maurizio Mosca, che dava il giusto peso alle “predizioni”).

PS In verità c’è una terza possibilità per il Napoli: che tutti e 10 gli scontri diretti incrociati finiscano in pareggio e che Juve, Inter e Fiorentina facciano meno di 34/35 punti nelle restanti 15 gare… Difficile, ma non impossibile. Per inciso, questo vorrebbe dire una proiezione della quota scudetto a 76 punti: quota decisamente bassa e “statisticamente” anomala.

di Stefano Moscarda