And the Oscarbus goes to…

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Per l’industria hollywoodiana e il pubblico generalista è un appuntamento imperdibile. Per i cinefili, o chiunque attribuisca al cinema un significato più nobile del puro intrattenimento, un premio più scontato del Pallone d’Oro, a volte indebito come uno scudetto di cartone.

L’Oscar è un riconoscimento che segna un punto di non ritorno nella carriera di chi lo vince, come un Mondiale: di un premiato si dirà sempre “il premio Oscar…” così come “il campione del mondo…”.

Chi calca ogni giorno il green-carpet merita almeno una statuetta bianconera.

– Buffon: Oscar alla carriera, viene annunciato molto prima della cerimonia e meritato da un artista, secondo l’Academy, non più competitivo. Morricone nel 2007 definì il suo “un contentino”, vincendone uno vero nove anni dopo. Per Gigi, che i premi li ha vinti (quasi) tutti, è simbolo di buon auspicio, affinché colmi presto lo “spazietto” vuoto nella sua personale bacheca dei trofei.

– Szczesny: Oscar ai migliori costumi. Indossa i panni del migliore, calandosi perfettamente nella parte, si fatica a ricordarne nome e vera identità, come Curtis e Lemmon in A qualcuno piace caldo.

– Chiellini e Barzagli: Oscar alla miglior sceneggiatura non originale. L’usato garantito. Ostinato e con qualche scivolone l’uno; ordinato l’altro, che spesso entra sul finale per presidiare quanto già fatto. Senza colpi di scena, come Hoffman e Redford in Tutti gli uomini del Presidente.

– Benatia: miglior film straniero. Portavoce dei traditori dei figli della lupa, non si risparmia dentro e fuori dal campo. Pronto a puntare l’arma contro gli ex compagni per difendere la sua signora, come il soldato Farina in Mediterraneo.

Alex Sandro: Oscar al miglior trucco. Lo avevamo lasciato Eddie Murphy lo ritroviamo Professore Matto. Le prestazioni contro Sassuolo, Fiorentina e il Derby fanno ben sperare nel ritorno dell’alter ego che riconosciamo.

Douglas Costa: miglior film d’animazione. Veloce come Flash Parr de Gli Incredibili, elastico e guizzante come in un film Marvel, guardarlo è puro divertimento.

Pjanić: Oscar ai migliori effetti speciali. Con un modellino galleggiante in una piscina James Cameron ha incantato milioni di spettatori affascinati dal Titanic. Miralem vede quello che noi non vediamo. A volte spaesato come un Na’vi di Avatar alla ricerca di un compagno da illuminare.

– Khedira: Oscar alla migliore scenografia. La narrazione scandita, la fissità dei personaggi, l’apparente plasticità delle immagini, erano i principi dell’estetica di Stanley Kubrick. Nella Juventus si incarnano in Khedira, statico e soporifero come Barry Lyndon.

– Bernardeschi: miglior cortometraggio. Nel cinema i numeri contano poco, nel calcio dicono molto. La media assist-minuti giocati è un incoraggiante trailer della prossima stagione.

– Mandzukic: Oscar alla migliore sceneggiatura. “Terry fa lo spaccone… però ha lo sguardo buono.” Beniamino di Allegri, acclamato dai tifosi, spavaldo come Marlon Brando in Fronte del porto.

Dybala: miglior attore non protagonista. La faccia da bravo ragazzo e il talento promettente di Heath Ledger. Spietato nelle prime giornate, tra infortuni e mal d’amore è scomparso per mezza stagione. Nelle prossime partite il suo estro sarà indispensabile per questa Juve così rigida. Ce ne siamo accorti ieri: è tornato il nostro Joker.

– Higuain: miglior attore protagonista. Il fisico di Robert De Niro in Toro Scatenato, la grinta di Russell Crowe ne Il Gladiatore. Gonzalo guadagna applausi anche se non segna e quando lo fa i suoi gol “riecheggiano nell’eternità….del San Paolo” (semi cit.)

Allegri: miglior regista. Sembra scrivere il film delle partite prima di giocarle. Cambia ruoli agli attori e a volte improvvisa direttamente sul set, vedi derby. I tifosi più viziati continuano a storcere il naso perché i film Berlino e Cardiff non rientrano nell’albo d’oro, dimenticando che il primo era fantascienza, contro il secondo c’erano avversari migliori. Martin Scorsese collezionò solo nomination per molti suoi capolavori, l’Oscar arrivo dopo sette tentativi con The Departed, chissà.

Ah è appena uscito un nuovo episodio della sua saga cult: La Juve di Marzo.

 

di Valentina De Vincenti (twitter: @vale_polly)