Fiducia a Sarri e alla squadra, ora più che mai

di Gianluca Garro |

Nonostante tutto sono un romantico. Come milioni di altri juventini. E non riesco ad esaltarmi o deprimermi perché ho sposato l’idea di un allenatore. E invece come su queste pagine il buon Michael Crisci spiegava bene nel suo pezzo del 10 dicembre (“Tifare Juve non ci basta più”  ) il problema di buona parte della tifoseria juventina oggi sta nel fatto che si è preso a tifare per le proprie idee di calcio, spesso incarnate da un allenatore ( Allegri o Sarri almeno al momento, almeno quest’anno) e non più per la squadra.

Io invece, pur non amando Sarri e pur essendo deluso per il mancato arrivo di Pep Guardiola, e pur essendo divorato dai dubbi all’annuncio dell’acquisto del tecnico toscano, ho fatto mie le sorti della squadra che ora faticosamente cerca di cambiare una mentalità molto ben impressa nelle menti e negli occhi di giocatori e tifosi.

Non è che mi faccio piacere Sarri:  tifo e soffro perché Sarri abbia successo, perché questo vorrà dire che avremo successo tutti, soprattutto in Europa, dove, inutile girarci intorno, si vince con il gioco d’attacco anche un po’ “spregiudicato” (con momentanei buchi difensivi che per gli juventini sono una bestemmia).

E’ questo è un atteggiamento che, pur essendo lungi dall’insegnare a chicchessia, penso che debba caratterizzarci come tifoseria. Tifare sinceramente, non freddamente, o con l’aria da giudici che “mettono alla prova”. Tanti juventini ancora, giustamente affezionati a Massimiliano Allegri (lo siamo tutti, impossibile non esserlo) hanno un atteggiamento manifestamente scettico e di “voglio vedere che fa” che ci fa solo male. E’ un atteggiamento che arriva alla squadra, eccome se arriva, ed è puramente autolesionistico. Perché il tifoso smette i panni del supporter di cuore e indossa quelli dell’osservatore, tra l’altro scettico.

E invece ragazzi, penso che “anche adesso, proprio adesso” dev’essere fortissima la fiducia verso l’allenatore e verso la squadra. Poi si possono obiettare questioni tattiche e tecniche, per esempio avremmo bisogno di un rinforzo a centrocampo, (identikit? Vidal), avremmo bisogno che la squadra capisca il momento di staccare la spina (ieri motivazioni del corpaccione della squadra pari allo 0), ci sarebbe da discutere tanto.

Ma ora è il momento decisivo, il cambio di mentalità, che fa poi camminare su raggiunte certezze è in atto ora e forse ci si è veramente vicini. E’ veramente inutile dividersi in fazioni. Purtroppo questo meccanismo che annacqua gli entusiasmi di una tifoseria che dovrebbe essere contraddistinta da sentimenti sempre positivi – e invece il pessimismo dilaga – avrà bisogno di tempo per essere eliminato.

Forse ci vorrà quella vittoria da tanto bramata, chi lo sa? Di certo ora  siamo bravissimi a farci del male da soli. Forza Juve, fino alla fine, veramente.


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