Ancelotti consiglia a Pirlo: “Che affondi con le sue idee”

di Giorgia Ruggiero |

Andrea Pirlo e Carlo Ancelotti hanno sempre avuto un ottimo rapporto e una stima reciproca. Più volte negli anni sono arrivate parole al miele a dimostrarlo. Andrea ha considerato Ancelotti come un secondo padre, oltre che un maestro, l’allenatore lo ha visto crescere e dominare l’Europa e non è un segreto che Pirlo si sia ispirato al suo Milan nella tesi da allenatore Pro: “Il calcio che vorrei,”. 

L’attuale allenatore dell’Everton è intervenuto a Tiki Taka, talk show di Piero Chiambretti con una dichiarazione che sta facendo il giro dei social: “Pirlo non ha bisogno di consigli ma gliene voglio dare uno: se deve affondare che affondi con le proprie idee e non con quelle degli altri”. 

L’interpretazione autentica delle parole di Ancelotti è quella per cui fa bene Pirlo a proseguire con le sue idee, a costo di rischiare, piuttosto che snaturarsi per racimolare punti in più. Al contrario in molti hanno visto dietro le parole dell’ex di Milan e Napoli un invito a non seguire più le idee altrui.

Il tempo giudicherà la scelta Pirlo, se azzardata in una stagione particolarissima per i tempi azzerati della preparazione o illuminata. Intanto però ci sembrano eccessive le critiche e gli auspici di “affondare sì, ma col proprio stile”.

Punto primo: la Juve non dà affatto segnali di inabissamento ma anzi, dopo il punto più basso toccato contro il Barcellona ha inanellato due vittorie convincenti, pur contro rivali modeste (Spezia e Ferencvaros) e proprio in casa della Lazio stava portando a casa, a pochi istanti dalla fine, una vittoria preziosa dopo una gara non straordinaria ma con pochissimi rischi corsi.

Punto secondo tutto si può dire di Pirlo finora tranne che non stia andando avanti con le sue (innovative) idee: in due colpi si è sbarazzato della difesa a 4 e del centrocampo a 3, pilastri degli ultimi anni sia con Allegri che con Sarri e non si è fatto problemi a schierare da subito i vari Frabotta, McKennie, Kulusevski, Chiesa o di tenere in panchina all’inizio Arthur, Bentancur o lo stesso Dybala o ancora provare, in alcuni frangenti, un modulo come il 324 frutto solo e soltante delle sue idee.

Pirlo non affonderà e soprattutto andrà avanti con le sue idee -se saranno funzionali ed efficaci- senza integralismi. Grazie del consiglio comunque, mister Ancelotti!