Analisi tattica di Juventus-Udinese: Il gennaio di fuoco inizia contro De Paul

di Roberto Nizzotti |

La Juventus ritorna dopo la sosta natalizia con la voglia di cancellare la sensazione che ha lasciato la sconfitta vs la Fiorentina, voglia che deve fare i conti con l’Udinese.

La squadra allenata da Mr Gotti occupa la 12^ posizione in serie A e ha chiuso il 2020 con una sconfitta casalinga per 0-2 vs il neo promosso Benevento, risultato che ha portato a 3 la serie di gare consecutive senza vittorie visti i precedenti pareggi per 1-1 vs i Cagliari e per 0-0 vs il Crotone.

Il solo goal segnato nelle ultime tre gare giocate conferma le difficoltà dei friulani in attacco, espresse dal solo 29% di shot accuracy (ultima in Serie A in questa classifica) e dai soli 14 goal segnati (18^).

Lo stile di gioco dell’Udinese è basato su un’attenta fase difensiva tanto che occupano il 5^ per numero di intercetti (13.9 a gara) e sono la 6^ miglior difesa (17 goal subiti).

Nonostante questo i friulani regalano importanti spazi ai rivali, perdendo le distanze tra i propri giocatori e concedendo così facili linee di passaggio e la possibilità di attaccare la profondità anche a difesa schierata.

Gli evidenti spazi concessi dall’Udinese che, nonostante chiuda sulla linea laterale i rivali, si fa imbucare facilmente a difesa schierata dal Benevento che trova il raddoppio.

 

Situazione che porta al vantaggio del Milan con Kessie che attacca l’area dalle retrovie. Difesa dell’Udinese schierata ma con distanze sbagliate che consentono ad Ibrahimovic di mettere la palla arretrata e al mediano ivoriano di impattarla in totale libertà. Evidenti per l’Udinese le difficoltà nella lettura delle situazioni di gioco.

La Juventus, come sempre quando deve affrontare squadre che creano densità dietro la linea della palla, non dovrà avere fretta, dovrà muovere bene e in ampiezza la palla fin quando non si crea lo spazio e, quando questo accade, attaccarlo con palloni verticali il più possibile veloci e precisi, evitando che la squadra di Mr Gotti si ricompatti e chiuda gli spiragli.

L’Udinese basa la sua pericolosità offensiva principalmente con veloci e precise transizioni positive grazie ad elementi di qualità capaci di importanti strappi, come per esempio De Paul, e giocatori forti nell’attaccare la profondità come Pereyra, ex di turno, Delofeu o Lasagna.

 

Sarà importante, come d’altronde lo deve essere sempre, mantenere un adeguato equilibrio per evitare di concedere il fianco alle transizioni positive della squadra di Gotti.

Il gioco dell’Udinese è molto diretto e spesso capita di vedere il centrale di difesa ( il più delle volte Becao) che, se non adeguatamente pressato, verticalizza con successo trovando il compagno posto tra le linee oppure, con un lancio lungo, vs a premiare l’attacco della profondità alle spalle della difesa.

La Juventus attuerà la sua pressione e riaggressione e dovrà farlo nel modo corretto visto che i bianconeri di Gotti hanno mostrato sofferenza in situazioni di pressione, difficoltà che devono assolutamente essere sfruttate.

La pressione portata dal Benevento che ha portato all’errore in fase di palleggio e al conseguente recupero palla che è valso il vantaggio.

 

La sfida contro l’Udinese non sarà semplice, anche per via del fatto che si torna da una sosta, situazione sempre complicata, ma non può ammettere, per la Juventus, un risultato diverso dalla vittoria.


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