La Juve a Udine per riprendere la corsa Champions

di Roberto Nizzotti |

analisi

La Juventus, sorpassata dall’Atalanta e raggiunta dal Napoli, riprende la corsa verso la qualificazione alla prossima Champions League facendo tappa alla Dacia Arena.

L’Udinese occupa l’11^ posizione con 39 pts in 33 gare, con una media di 1.15 goal a gara e 1.3 goal subiti a gara, e viene da due vittorie nelle ultime 3 gare, entrambe in trasferta e contro dirette concorrenti per la salvezza come Crotone e Benevento, 6 pts che hanno dato un po’ di respiro ai friulani dopo la serie di 4 gare consecutive senza successo (1 pari e 3 sconfitte consecutive).

Nonostante la classifica i bianconeri di Mr Gotti sono una squadra di buona qualità che, con una maggior precisione offensiva (sono ultimi con solo 9.57% di conversione in goal e una differenza di +7.68 tra i 38 goal segnati e i 45.68 xG prodotti)  sarebbero meglio piazzati in classifica come dimostra il valore espresso dagli xPTS che piazza i bianconeri al 7^ posto con 48.16 pts, +9.16 rispetto ai reali 39 pts.

 

Classifica Udinese considerando gli xG prodotti (Understat)

 

L’atteggiamento tattico dei friulani è solitamente basato sul creare densità difensiva (PPDA medio pari a 13.45) per poi colpire con le transizioni positive che sa sviluppare con pericolosità.

Una delle caratteristiche dell’Udinese nella fase di non possesso, e che risulta importante per il tipo di tattica che solitamente attua, è la capacità di chiusura delle linee di passaggio e di lettura delle situazioni che la porta ad essere la 7^ squadra per numero di intercetti (media di 11.8 a gara)

Una fase difensiva quella della squadra di Gotti molto buona ma che, durante le gare, non sempre è costante per quanto concerne l’attenzione, soprattutto dei singoli che spesso perdono il contatto visivo con il proprio avversario che può attaccare lo spazio alle loro spalle, una dinamica di gioco che la Juventus dovrà sfruttare con elementi come Federico Chiesa, abilissimo nel leggere e concretizzare queste situazioni.

 

Vs il Crotone – Pressione sul portatore ma distrazione difensiva (giocatore sale in ritardo) che tiene Simy in gioco, consentendogli di andare in porta.

 

Sempre vs il Crotone, l’Udinese si concentra in zona palla lasciando un 1vs1 sul lato debole. La distrazione del difensore, che segue la palla, consente al giocatore del Crotone di attaccare il secondo palo con libertà.

 

vs Cagliari – In fase di transizione negativa l’Udinese porta densità in zona Nainggolan, in possesso palla, lasciando Joao Pedro in 1vs1. Anche in questo caso distrazione e brasiliano che può ricevere liberamente e segnare dopo una gran giocata.

 

In fase offensiva l’Udinese, come visto, è molto forte nelle transizioni positive, questo grazie a degli interpreti come, per esempio, Roberto Pereyra, ex Juve,  o Rodrigo De Paul che sanno abbinare qualità tecniche a grande fisicità e sono in grado di dare importanti strappi, adeguatamente accompagnati dalla spinta degli esterni.

Nella sequenza di seguito il goal del vantaggio dei friulani vs il Benevento che porta la firma di Molina, ottimo ad accompagnare la giocata, servito altrettanto ottimamente dal solito Rodrigo De Paul.

 

 

La squadra di Gotti però non è solo densità difensiva e transizioni positive ma, grazie alla buona qualità tecnica del quale è dotata (82% di precisione nei passaggi e 8^ per dribbling con una media di 10.1 a gara), è in grado di sviluppare buone trame di gioco con sovrapposizioni e attacco degli spazi effettuati con ottimi tempi di gioco, muovendo la palla con una buona fluidità, come riportato nella sequenza sottostante che illustra la giocata valsa l’1-3 vs il Benevento.

 

 

Per la Juventus una prova tutt’altro che facile, una gara nella quale dovrà mostrare molto equilibrio, saper attaccare con fluidità e velocità, concretizzando quanto produce, evitando di regalare opportunità ad una squadra che, seppur con il peggior valore di conversione goal della Serie A, ha comunque giocatori con le doti per poter far male.