ANALISI TATTICA / Siviglia-Juventus 1-0: occasione sfumata

di Davide Terruzzi |

Il primo posto per la Juventus, la qualificazione all’Europa League per il Siviglia. Al Ramòn Sànchez-Pizjuàn, Allegri presenta una formazione con numerose assenze: le scelte sono quindi obbligate (Morata al posto di Mandzukic), viene confermato l’ormai consueto 352. Emery recupera Benega, schiera la sua squadra col canonico 4231 optando per Llorente come punto di riferimento avanzato.

L’inizio di partita viene caratterizzato dai ritmi alti, dalla volontà reciproca di effettuare una pressione alta per impedire la costruzione dal basso. L’avvio di manovra bianconera tende a presentare la tradizionale caratteristica a chiudersi in un angolo facilitando il compito dell’avversaria di turno: il giro palla con la difesa a tre può comportare una sequenza di passaggi orizzontali tra i difensori centrali che si chiude con un’apertura sull’esterno.

giro palla

Linea di passaggio pulita, limpida per Sturaro. La palla arriva all’interno che scaricherà su Barzagli: la Juve si chiude in un angolo dal quale riesce a uscire sfruttando i limiti nel pressing del Siviglia.

giro palla dybala

Barzagli riesce a tenere in campo la palla servendo un Dybala non pressato. La Juve è libera di attaccare in campo aperto.

libero di puntare

Allegri prova a formare una coppia di play davanti la difesa alzando la posizione di Bonucci al fianco di Marchisio: non sempre le spaziature sul campo sono portate con le giuste geometrie causando un eccesso di giocatori attorno alla palla.

bonucci marchisio paly

ri bonucci marchisio play

La volontà della Juventus non è quella di consolidare il possesso palla, gli uomini di Allegri provano sempre a sorprendere subito il Siviglia cercando di uscire velocemente dalla zona in cui si è recuperato il pallone; i bianconeri, inoltre, presentano difficoltà nel girare il gioco cambiando lato d’attacco sin dalla retrovie. Diverso il compito richiesto alle due punte: Dybala abbassa la propria posizione offrendo un appoggio verticale, mentre Morata lavora molto alle spalle dei difensori donando alla squadra profondità. I due interni di centrocampo non sempre riescono a smarcarsi puntualmente; specialmente l’uomo sul lato debole potrebbe farsi trovare in zona luce.taglio morata

Morata si muove molto creando spazi per gli inserimenti dei compagni. Qui si apre verso l’esterno. 

Nel primo tempo il Siviglia ha effettuato in un paio di occasioni uno sciagurato fuorigioco, tentativi che sono stati abbastanza agevolmente superati dalla Juventus. In generale, la formazione di Emery ha ostacolato l’avvio di manovra bianconero non riuscendo però ad effettuare una pressione collettiva davvero efficace con una copertura del campo globale. Anche quando si deve difendere nella propria metà campo – quando si compatta in un 442 -, il Siviglia lascia varchi tra le linee: quando la Juventus è stata abile a muovere la palla muovendo gli avversari creando così spazi è riuscita facilmente a trovare la via della porta.

fuorigioco siviglia

 

scarico pogba

La Juventus ha mosso la difesa avversaria. Il fronte d’attacco è chiuso, Pogba non forza la giocata ed effettua un passaggio all’indietro per Bonucci. La difesa del Siviglia sale malamente perdendo anche gli uomini: il lancio del difensore pesca Dybala pronto a servire Morata che sbaglierà poi a porta vuota.

occasione morata

I pericoli creati offensivamente dagli andalusi nascono principalmente da errori in uscita da parte dei bianconeri e dallo sfruttamento delle palle inattive. La prima vera occasione per i padroni di casa nasce da una palla persa malamente da Dybala a centrocampo: transizione positiva in inferiorità numerica (4vs5), efficace uno-due con i giocatori juventini che commettono l’errore di farsi attrarre dal pallone; Llorente viene liberato in area costringendo Buffon a un buon intervento.

occasione siviglia

attrarsi da pallone

Chiellini è posizionato col corpo non in maniera corretta: la sua postura implica un giro attorno a se stesso per cambiare direzione perdendo così di vista l’uomo. Dybala ha gli occhi solo per il pallone. L’uno-due può essere praticato con successo.

come non si difende 1-2

Punizioni e corner hanno rappresentato l’arma in più per il Siviglia con una Juventus che ci conferma davvero debole in questi aspetti. La scelta di Allegri è quella di difendere a uomo: sulle punizioni dalle trequarti la linea non deve abbassarsi eccessivamente ma sono errori concettuali dei singoli (come marcature dall’esterno) a causare difficoltà. Sugli angoli le marcature sono fissate: Chiellini su Rami, Barzagli su Llorente, Pogba e Morata (uno sul corpo, l’altro sulla testa) su N’Zonzi. L’unico zonato è Marchisio sul primo palo.

punizione

La Juventus perde i duelli individuali in area di rigore. Llorente svetta su Barzagli costringendo Buffon a superarsi.

angolo 1

Situazione che si ripropone su ogni corner.

angolo 2

E’ una Juventus che tiene il campo con personalità, accetta, e probabilmente vuole, una gara impostata anche sulle transizioni e sulle giocate in campo aperte e che meriterebbe di andare negli spogliatoi davanti nel punteggio, ma che risulta essere inefficace nella finalizzazione. L’inizio di secondo tempo non vede cambiare il copione del match, ma i bianconeri vivono un tremendo passaggio a vuoto che costerà caro: è una Juve più timida e rinunciataria, meno lucida e più frenetica nell’impostazione, meno aggressiva a difesa schierata.

palla sbagliata 3

palla in appoggio persa

palla in uscita persa

In una manciata di minuti ci sono tre semplici palloni sbagliati in uscita che esaltano il Siviglia: nel momento in cui i bianconeri avrebbero dovuto congelare la gara, anche emotivamente, gestendo al meglio tempi e giocate, invece calano dando la sensazione di essere alle corde.

gol

Nella sequenza l’azione che porta all’angolo da cui nasce il gol di Llorente. Apertura sulla sinistra per Konopljanka, l’esterno viene controllato da Barzagli. Arriva la sovrapposizione del terzino: il centrale bianconero si stacca per assorbire il movimento, Lichtsteiner è morbido e non prende in consegna l’uomo. gol 2

La sovrapposizione viene lasciata morire in fuorigioco. Konopljanka è triplicato, ma inspiegabilmente Sturaro e Lichtsteiner lasciano l’uomo: uno contro uno con Barzagli e angolo guadagnato.

triplicato

lasciato 1vs1

Il gol arriva dalla situazione in cui la Juventus ha sofferto per tutta la partita: Llorente sposta di forza Barzagli e insacca. Sbagliate le marcature? Ma se una squadra concede molto su palle inattive pur essendo dotata di centimetri e chili bisogna anche ricercare le radici di queste difficoltà nell’attenzione e aggressività individuali.

gol nando 4

Il gol di Llorente. Nell’immagine sotto si vedono bene le marcature: Marchisio a zona sul primo palo, Pogba e Morata su N’Zonzi, Chiellini su Rami, Barzagli su Llorente, Bonucci su Coke.

gol llorente 2

gol llorente

I restanti venticinque minuti di gioco raccontano anche la facilità con la quale gli juventini riescono a creare occasioni: Morata si allarga molto sulla sinistra, Dybala si fa trovare con puntualità tra le linee, il neo entrato Cuadrado rappresenta un prezioso punto d’appoggio laterale. La Juventus riprende a macinare, con lucidità alterna, muovendo la palla sfiorando più volte il pari ma rischiando di subire il due a zero con Gameiro.

dybala tra le linee

Cuadrado, positivo il suo ingresso, serve Dybala lasciato libero tra le linee. Come Sturaro nell’immagine successiva: il centrocampista sbaglierà poi l’appoggio, la palla viene recuperata, Marchisio vede il taglio del colombiano alle spalle della linea difensiva.

sturaro

cuadrado

Una sconfitta che costa caro. La Juventus ha tenuto il campo con personalità vivendo un deleterio passaggio a vuoto; una sconfitta che fotografa virtù e vizi attuali, probabilmente strutturali. La squadra tende a complicarsi la vita in fase d’avvio e non riesce, probabilmente non vuole, gestire l’andamento della partita controllando il pallone. Manca un giocatore pensante, intelligente, veloce di testa in mezzo al campo; l’evoluzione, sia italiana che europea, non può che passare da una più efficace abilità nel mantenere sotto il proprio controllo, tecnicamente e mentalmente, la partita. Una gara in cui ha vinto chi ha sbagliato di meno: il calcio è uno sport episodico per eccellenza. Lo sa bene Morata: buona la sua prestazione, pessima a livello realizzativo.